12 novembre 2009 / 14:04 / tra 8 anni

PUNTO 6 - Decreto taglia solo acconto Irpef, tensione in Cdm

(aggiunge fonte su tensioni su Finanziaria, sesto paragrafo)

ROMA, 12 novembre (Reuters) - Il decreto legge approvato oggi in Consiglio dei ministri si limita a ridurre solo l‘acconto dell‘Irpef e non anche di Ires e Irap, come annunciato ieri sera dalla nota di integrazione dell‘ordine del giorno emanata da Palazzo Chigi.

Lo conferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti dopo quanto detto a Reuters da un fonte del Tesoro e le indiscrezioni che sul provvedimento si sono accavallate lungo tutta la giornata.

“Per l‘esattezza il provvedimento varato oggi dal Cdm prevede il taglio solo dell‘Irpef per un valore di 3,6 miliardi di euro”, ha detto Bonaiuti.

Il comunicato finale di palazzo Chigi, diffuso più di quattro ore dopo la fine del Consiglio, cita però l‘approvazione di un generico decreto legge “per il differimento di acconti di imposta”.

Una fonte di governo, contattata da Reuters per sapere come sia maturata la decisione di non intervenire su Ires e Irap, evita di fornire dettagli e aggiunge: “Sentite l‘Economia, decide l‘Economia”, lasciando intendere che le intenzioni di altri ministri sono state annullate dalla fermezza di Tremonti di non toccare l‘Imposta sulle attività produttive (Irap).

“Per l‘Irap se ne potrà parlare, come si era detto, nel passaggio della Finanziaria alla Camera. Le tensioni vere del governo in questo momento in campo economico sono soprattutto sulla Finanziaria. Prova ne sia che nella giornata di oggi l‘emendamento del relatore Massimo Saia a palazzo Madama è cambiato più volte”, dice a Reuters una fonte di maggioranza.

Tutto comincia ieri, quando a tarda sera un comunicato di Palazzo Chigi spiega che all‘ordine del giorno del Consiglio di oggi è stato aggiunto l‘esame di un decreto legge per il differimento dell‘acconto Ires e Irap.

Questa mattina una fonte di governo ha cominciato a fornire le prime indicazioni: il taglio dovrebbe valere circa 3 miliardi, da finanziare con il gettito dello scudo fiscale.

Al termine della riunione la novità: acconto ridotto “anche” per l‘Irpef con un intervento complessivo fino a 3,5 miliardi.

Di ufficiale però non c’è nulla. Non viene convocata neppure una conferenza stampa.

Nel tardo pomeriggio si cominciano a diffondere voci che il taglio si limiti “solo” all‘Irpef, voci confermate a Reuters da una fonte del Tesoro, senza che sul tema sia stato possibile avere commenti dall‘ufficio stampa del ministro Giulio Tremonti.

Infine la conferma di Bonaiuti.

Altre fonti governative tornano a parlare di un nuovo scontro nella maggioranza sul taglio delle tasse. Risalgono infatti a pochi giorni fa le tensioni esplose attorno al ministro del Tesoro per la sua linea di rigore nei conti pubblici e per gli scontri ripetuti con il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta.

Il 22 ottobre invece lo scontro sul tagio dell‘Irap: protagonisti ancora una volta Tremonti e Letta.

Per capire come sia articolato il decreto bisognerà a questo punto aspettare la pubblicazione ufficiale del testo. I minori importi pagati nel 2009 dovrebbero però essere recuperati nel 2010 con il pagamento del saldo. Chi ha già versato l‘acconto si vedrà riconoscere un credito d‘imposta, da scontare sul saldo.

Quanto alla copertura, il ricorso al gettito dello scudo fiscale, che per Tremonti dovrebbe fruttare tra i 3 i 4 miliardi complessivi, consente al governo di risolvere in parte anche un problema contabile.

Come ha segnalato l‘Istat, il gettito raccolto con lo scudo sarà iscritto a bilancio 2009 dal momento che l‘imposta del 5% per la regolarizzazione o il rimpatrio dei capitali detenuti illecitamente all‘estero deve essere versata entro il 15 dicembre 2009.

Il governo vuole però usare quei soldi nel 2010 e lo sfasamento tra contabilizzazione e utilizzazione delle maggiori risorse rischia di aumentare deficit e debito.

Ora invece, compensando il decreto con i fondi dello scudo, sarà possibile utilizzare le maggiori entrate versate in sede di saldo per finanziare l‘anno prossimo nuove misure di sostegno all‘economia.

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