12 ottobre 2009 / 11:55 / 8 anni fa

SCHEDA - Scudo fiscale, le novità con la circolare delle Entrate

12 ottobre (Reuters) - Con la pubblicazione sabato della circolare definitiva da parte dell‘Agenzia delle entrate, si completa il quadro normativo sullo scudo fiscale.

L‘operazione consente di sanare, tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2009, le attività finanziarie e patrimoniali esportate illecitamente all‘estero, pagando un prelievo assoluto del 5%.

Il governo non ha fornito stime di gettito ma secondo Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, che citano elaborazioni dell‘associazione dei private banker, ammonterebbe a circa 300 miliardi il bacino dei patrimoni italiani all‘estero oggetto di sanatoria.

Più prudenti alcuni banchieri d‘affari sentiti da Reuters, per i quali l‘operazione potrebbe portare all‘emersione di capitali per 50 o 100 miliardi di euro, con un gettito per lo Stato tra 2,5 e 5 miliardi.

REGOLARIZZAZIONE DA 36 PAESI, NON C’È SVIZZERA

La sanatoria è consentita a condizione che le attività siano rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, oppure regolarizzate o rimpatriate perché in essere in Paesi dell‘Unione europea ed in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali.

In linea con gli indirizzi di Bruxelles, la regolarizzazione è possibile anche per le attività detenute nei Paesi extra Ue “qualora sia rispettata la condizione che vi sia un effettivo scambio di informazioni”.

Nella circolare definitiva l‘Agenzia fornisce una lista di 36 Paesi collaborativi per i quali vale il regime della regolarizzazione e in cui non figurano Svizzera, Montecarlo, Liechtenstein e San Marino.

La lista comprende Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Cipro, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia e Ungheria.

RIMPATRIO ANCHE GIURIDICO SENZA TRASPORTO FISICO IN ITALIA

Per i Paesi che non forniscono lo scambio di informazioni vale solo il regime del rimpatrio. Nella circolare l‘Agenzia precisa tuttavia che il rimpatrio si considera eseguito anche nel caso in cui l‘intermediario abilitato assume in custodia o gestione le attività finanziarie detenute all‘estero, anche senza procedere al materiale trasferimento in Italia (il cosiddetto rimpatrio giuridico).

Nel caso di attività patrimoniali, è consentita un‘ulteriore modalità di rimpatrio giuridico che consiste nel conferimento delle attività a una società e nel conseguente rimpatrio delle quote azionarie.

SCUDO ANCHE PER I REATI SOCIETARI

Convertendo in legge il decreto 103, che ha modificato la normativa sullo scudo fiscale introdotta in luglio, la maggioranza ha esteso ai reati societari la sanatoria, in un primo tempo limitata solo all‘omessa dichiarazione e alla dichiarazione infedele.

Il governo, che si era impegnato a fornire un elenco di tutti i reati scudabili, non ha mai presentato alcuna relazione illustrativa.

Secondo una nota tecnica diffusa dall‘ufficio legislativo del Pd in Senato, il nuovo testo comporta l‘esclusione della punibilità penale:

* per i reati tributari come dichiarazione fraudolenta mediante l‘uso di fatture o di altri documenti; dichiarazione fraudolente mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; occultamento o distruzione di documenti contabili;

* per i reati penali in materia societaria: false comunicazioni sociali; false comunicazioni sociali in danno delle società, dei soci e dei creditori;

* per reati penali come falsità materiale commessa da privato; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; falsità in registri e notificazioni; falsità in scrittura privata; uso di atto falso; soppressione, distruzione e occultamento di atti veri; falsità riguardante documenti informatici; false copie autentiche che tengono luogo degli orginali mancanti.

IL NODO ANTI RICICLAGGIO

Lo scudo fiscale esonera le banche dagli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette previsti dalla normativa europea sull‘anti riciclaggio.

L‘Agenzia delle entrate ha precisato nella circolare che l‘obbligo di segnalazione continua tuttavia a valere per tutti i casi di operazioni che riguardano reati diversi da quelli sanabili, come i reati legati a mafia e terrorismo.

Secondo l‘avvocato Giuseppe Scassellati Sforzolini, partner dello studio Cleary-Gottlieb, l‘Italia rischia di essere citata dalla Commissione europea davanti alla Corte di giustizia poiché la direttiva anti riciclaggio non ammmette deroghe, neanche parziali, agli obblighi di segnalazione.

Per Sforzolini “non solo qualsiasi giudice, ma anche qualsiasi autorità pubblica è tenuta a disapplicare una norma interna, anche di rango primario, contraria a una disposizione di una direttiva, applicando in sua vece la disposizione della direttiva stessa, se sufficientemente chiara, come in questo caso”.

LE DIFFERENZE RISPETTO ALLA “DISCLOSURE” IN USA E GB

Rispetto alla sanatoria presentata in altri Paesi, Stati Uniti e Gran Bretagna soprattutto, ci sono rilevanti differenze.

Il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi ha detto a luglio che in Usa e Gran Bretagna il vero vantaggio non è tanto economico quanto il fatto che si evitano sanzioni penali.

“Si tratta di provvedimenti che non prevedono l‘anonimato del contribuente e dove l‘emersione comporta il pagamento dell‘intero ammontare delle imposte, inclusive di interessi”, ha spiegato Draghi.

I NUMERI DEI PRIMI DUE SCUDI

Con i provvedimenti varati nel 2001 e nel 2002 sempre da Tremonti erano emersi 73,1 miliardi di euro, che hanno comportato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro.

Lo scudo 2001 prevedeva un‘aliquota del 2,5% sull‘importo dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del rimpatrio e della regolarizzazione. Sono emersi 54,6 miliardi di euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per le regolarizzazioni.

Lo scudo 2002 prevedeva invece un‘aliquota più alta, pari al 4% e applicata sempre sull‘importo dichiarato. Tra il gennaio e l‘ottobre 2003 sono emersi 18,5 miliardi (10 miliardi di rientri e 8,5 miliardi di regolarizzazioni).

Dei 43,2 miliardi di euro complessivamente rimpatriati con i due scudi, oltre la metà sono pervenuti dalla Svizzera, per un totale di 25,14 miliardi di euro (58,1%).

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