11 febbraio 2009 / 16:41 / tra 9 anni

Riforma finanziaria in secondo piano riunione G7 Roma

PARIGI/BRUXELLES, 11 febbraio (Reuters) - I ministri finanziari dei Sette grandi dovrebbero rinnovare il fine settimana prossimo a Roma l‘impegno per una migliore regolamentazione e supervisione del mercato bancario e finanziario, sembra però probabile che si tratti di nuovi commenti a valenza politica destinati a restare lettera morta.

Secondo le anticipazioni raccolte negli ultimi giorni in ambienti G7, prioritario se non unico obiettivo della riunione è al momento quello di porre fine alla recessione, mentre i riformatori continuano a lavorare a modifiche normative volte a rendere in futuro i mercati meno facili vittime della crisi.

A parere di alcuni funzionari i negoziatori sarebbero comunque prossimi a un accordo che estenderebbe la partecipazione al Financial Stability Forum, organismo messo in piedi dal G7 dopo la crisi finanziaria asiatica degli anni ‘90 chiamato oggi a includere alcune delle principali economie emergenti.

L‘ambasciatore presso l‘Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica Choongsoo Kim, per esempio, spiega a Reuters che la Corea del Sud spera di figurare tra gli ammessi al Forum presieduto dal governatore di Banca d‘Italia Mario Draghi.

Altre fonti dell‘ambiente si dicono meno certe si arrivi tanto presto a fare i nomi di singoli paesi, dal momento che per quanto importante possa essere per i nuovi entranti il tema passa in secondo piano di fronte all‘urgenza del dibattito su se e quanto sia opportuno trasformare il Forum, attualmente gruppo ristretto di autorità e supervisori con un piccolo segretariato, in un‘istituzione più globale a facoltà normativa.

Su questo, dicono i funzionari, si sta ancora lavorando, anche se l‘argomento sarà presumibilmente sollevato dall‘ospite Draghi, venerdì e sabato prossimo a Roma nella duplice veste di banchiere centrale italiano e numero uno Fsf.

Resta comunque aperto il dibattito su cosa fare in concreto per la supervisione sugli istituti di credito cross-border nel controllo delle operazioni in derivati, il miglioramento della vigilanza sui paradisi fiscali o il ruolo delle agenzie di rating.

A parere di alcuni funzionari sarà difficile giungere a conclusioni concrete persino in occasione della riunione dei leader G20 a Londra il 2 aprile prossimo, quando il premier britannico Gordon Brown intende fare il punto sugli impegni di riforma sottoscritti a novembre scorso nel primo vertice dedicato alla crisi finanziaria.

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I paesi G7 e G20 stanno finora lavorando alla creazione di un maggior numeri di cosiddetti “collegi di supervisori” per rafforzare la supervisione sulle banche con attività in più paesi, dopo essersi posti la scadenza di fine marzo.

Secondo alcuni funzionari vicini al dossier il problema sta nei dettagli, dal momento che una migliore supervisione richiede una più equilibrata suddivisione dei poteri tra tali gruppi di collegi - tra gli organismi di supervisione nazionali del paese in cui è basata la casa madre della banca e le autorità degli altri numerosi paesi in cui l‘istituto opera.

Howard Davies, oggi alla London School of Economics e già numero uno Fsa (Financial Services Authority, autorità della borsa britannica), ritiene che, per quanto difficile, dovrebbe esistere un organismo di supervisione a livello pan-europeo, ipotesi tratteggiata un tempo dall‘Italia ma osteggiata da Germania e Gran Bretagna.

L‘idea è stata apprezzata dall‘Ocse in un recente rapporto sulla zona euro, in cui l‘organizzazione sugegrisce la creazione di un‘agenzia pan-europea o il conferimento dell‘autorità di supervisione sulla rete delle autorità nazionali alla Banca centrale europea.

Sempre secondo l‘Ocse, la prima ipotesi è al momento meno realizzabile della seconda.

Il G7 di Roma avrà però poco tempo da dedicare al dossier dal momento che l‘attenzione si concentrerà sulle “misure macro”: quanto stimolo fiscale sia necessario per combattere la recessione e, argomento di crescente rilievo, cosa i governi possano fare per il ripristino della fiducia e la ripresa dei finanziamenti da parte delle banche, i cui bilanci restano oberati da miliardi di ‘asset tossici’.

Il viceministro delle Finanze tedesco Joerg Asmussen si è infine oggi unito al coro dei funzionari G7 che hanno anticipato un altro tema della riunione saranno i timori legati alle crescenti tendenze protezionistiche, in modo da trovare una maniera convincente di impegnarsi contro la tentazione alla chiusura delle economie.

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