10 agosto 2009 / 13:57 / tra 8 anni

SCHEDA - Banca Sud, primo tentativo coinvolse teste coronate

10 agosto (Reuters) - A fine luglio, durante la ribellione degli alleati del Sud contro una politica economica del governo poco attenta alle istanze del Meridione, il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha rilanciato il progetto di una Banca del Mezzogiorno.

Il ministro ha parlato di una banca finanziata da capitali privati e di una discussione aperta con le banche di credito cooperativo. Tremonti aveva avviato l‘iter per la creazione di una Banca del Mezzogiorno pochi mesi prima delle elezioni politiche del 2006 poi perse per un soffio dal centrodestra. Riportiamo di seguito gli aspetti salienti di quel tentativo.

FINANZIARIA 2006

Nella Finanziaria 2006 il governo stanzia 5 milioni di euro per la costituzione di una Banca del Sud che dovrà basarsi su un sistema di azionariato privato diffuso.

Il 2 marzo del 2006, con una cerimonia ufficiale nella sala della Maggioranza del ministero di via XX Settembre viene firmato il decreto che istituisce il Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno che avrebbe dovuto chiudere i lavori il successivo ottobre.

“Il Mezzogiorno è, credo, la più grande regione d‘Europa che non ha banche proprie [...] questa è una delle ragioni dello sviluppo asimmetrico del Sud”, spiega Tremonti in quella occasione. La Banca del Mezzogiorno avrà un destino diverso da quello fallimentare del Banco di Napoli e della Sicilcassa perchè “non sarà una di quelle esperienze in cui pochi mangiano e molti fanno la fame. La Banca deve essere fatta da persone per bene”.

Tremonti suggerisce un taglio di azioni da 1 euro, acquistabili in tabaccheria, per agevolare l‘azionariato popolare.

TESTE CORONATE IN COMITATO PROMOTORE

Il presidente del comitato promotore è Gerlando Genuardi, vice presidente uscente della Banca europea degli investimenti.

Significativa la presenza di rappresentanti dell‘aristocrazia che induce i giornali a parlare di “credito e teste coronate” nonchè di fare riferimenti al peso elettorale (stimato allora in uno 0,2%) dei monarchici.

Presidente onorario è l‘erede virtuale del Regno delle due Sicilie Carlo di Borbone. Uno dei vicepresidenti è il principe Lillo Sforza Ruspoli, allora candidato indipendente alle elezioni come capolista nel Lazio di Alternativa sociale, la lista di Alessandra Mussolini.

“A Tremonti il merito di aver a cuore l‘Italia dei disperati, di quanti sono stati umiliati dalle oligarchie partitocratiche[...]. Noi potremo aiutare il disegno dle ministro di favorire gli investimenti stranieri in Italia”, commentò Ruspoli, i cui antenati furono banchieri a Siena.

DEFEZIONI E CRITICHE

Il giorno stesso la firma del decreto di formazione del comitato promotore della Banca del Mezzogiorno la Conferenza Stato-Regioni decide di non esprimere alcun proprio rappresentante.

Anche Confagricoltura e Confesercenti, pur citate dal decreto del ministero dell‘Economia, prendono le distanze dal progetto.

Critico anche l‘allora leader di Alleanza Nazionale e ministro degli Esteri Gianfranco Fini che in una intervista a Il Corriere della sera parLa di un vertice che “appartiene più alla sfera del pittoresco che al riconoscimento delle intelligenze meridionali”.

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