May 25, 2020 / 2:45 PM / 3 months ago

Ue deve presentare fronte unito per proteggere banche colpite da pandemia - Eba

FRANCOFORTE, 25 maggio (Reuters) - I paesi europei devono unire le forze per proteggere le banche del blocco dall’epidemia di coronavirus, secondo il numero uno dell’Eba, possibilmente utilizzando il Recovery fund europeo da 500 miliardi di euro per raggiungere tale obiettivo.

Le dichiarazioni del presidente dell’Autorità bancaria europea José Manuel Campa riaccenderanno il dibattito — già motivo di contrasto — sulla possibilità che paesi benestanti come la Germania debbano sostenere le banche dei vicini più poveri come l’Italia.

I commenti di Campa giungono alcuni giorni dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno proposto un fondo per la ripresa per aiutare i membri del blocco più colpiti a ricostruire le proprie economie dopo l’epidemia di coronavirus.

“Avrebbe senso avere un approccio europeo a sostegno delle banche”, ha detto Campa a Reuters.

“Ciò potrebbe verificarsi sotto forma di una ricapitalizzazione precauzionale stile Tarp. Qui, il fondo di ripresa Ue potrebbe svolgere un ruolo”, ha affermato, suggerendo che l’assistenza potrebbe essere destinata a banche fondamentalmente solide ma che sono state colpite dalla crisi coronavirus.

Durante la crisi finanziaria del 2008, il Tarp (Troubled Asset Relief Program) del governo degli Stati Uniti ha iniettato miliardi nelle banche del paese.

L’Eba afferma che le banche europee hanno creato un ‘buffer’ di capitale di oltre 430 miliardi di euro, che dovrebbe essere più che sufficiente per coprire le perdite derivanti da un aumento dei prestiti non rimborsati poiché attività come agenzie di viaggio e ristoranti fanno fatica a riemergere dalla pandemia.

VULNERABILI

Alcuni istituti di credito — in particolare nelle economie in cui la pandemia ha colpito di più, come l’Italia e la Spagna — sono tuttavia più vulnerabili di altri.

Berlino ha di recente abbandonato la sua opposizione di lunga data al finanziamento congiunto da parte dei paesi Ue, appoggiando un Recovery fund da 500 miliardi di euro per concedere contributi a fondo perduto ai paesi colpiti dall’epidemia.

Estendere questo modello alle banche, tuttavia, probabilmente susciterà una dura opposizione.

“Mi aspetto un’ondata di Npl nei prossimi due o tre trimestri”, ha osservato Campa riferendosi a prestiti non rimborsati. “Quanto è difficile da stimare.”

Campa è stato vice ministro all’Economia in Spagna all’inizio della crisi finanziaria globale che in seguito ha spinto Madrid a richiedere un salvataggio internazionale.

Per riparare il suo sistema finanziario, la Spagna ha istituito una cosiddetta ‘bad bank’ per la gestione di prestiti tossici.

“L’uso di ‘bad bank’ per isolare i prestiti in sofferenza si è rivelato utile”, ha affermato Campa. “La Germania ha avuto ‘bad bank’, mentre paesi come l’Irlanda hanno utilizzato agenzie di asset management allo stesso modo. Potrebbe essere utilizzata di nuovo”.

La Germania, dove la disoccupazione è bassa e chi prende denaro in prestito ha meno probabilità di fare default, si è opposta con forza a qualsiasi mossa paneuropea, sostenendo che potrebbe lasciare Berlino nei guai per i problemi degli istituti di credito dei paesi con crescente debito in sofferenza.

“Le banche sono resilienti e più forti di prima dell’ultima crisi”, ha detto Campa. “Ma non sappiamo come evolverà la crisi. È meglio agire prima piuttosto che dopo.”

Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Sabina Suzzi, camilla.caraccio@thomsonreuters.com, +48587721396

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