May 25, 2020 / 5:45 AM / 3 months ago

Settore autostrade è sotto attacco, non c'è ricatto - DG Aiscat

ROMA, 25 maggio (Reuters) - Il settore delle autostrade si sente sotto attacco da parte del governo dopo aver subito un colpo durissimo con il lockdown che ha quasi azzerato il traffico. E’ normale quindi per una società quotata come Atlantia reagire, non c’è nessun ricatto.

Massimo Schintu, direttore generale di Aiscat, l’associazione delle concessionarie, spiega a Reuters perché anche la lobby delle autostrade, come ha già detto la maggiore concessionaria italiana, sta valutando di difendere legamente le associate da quello che ritiene un attacco alla possibilità di svolgere il ruolo di concessionario autostradale.

“Non c’è nessun ricatto. La reazione di Atlantia è un obbligo per una società quotata che si vede negare anche il dovuto”, dice a proposito della richiesta finora inevasa di Atlantia per l’accesso al prestito garantito della Sace.

La concessionaria dei Benetton, venerdì, in un cda straordinario, ha detto di valutare azioni legali e di voler fermare gli investimenti, a parte quelli per le necessarie manutenzioni.

“Le condizioni poste dal governo non consentono di svolgere l’attività di concessionario, che per funzionare deve reperire capitali sul mercato per fare gli investimenti. Ma nessuno ti finanzia se il governo minaccia di continuo di revocare la concessione”, dice Schintu, la cui associazione rappresenta 16 delle 27 concessionarie, per 4.000 km in gestione e oltre il 70% del fatturato complessivo.

Atlantia, da sola gestisce 3.000 chilometri di rete a pedaggio.

Venerdì Atlantia ha detto di aver preso atto che “non è ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata da Autostrade per l’Italia (Aspi) al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo, al fine di trovare una soluzione condivisa relativamente al procedimento di contestazione in corso ormai da quasi due anni”.

“Stiamo studiando eventuali azioni legali contro il governo. Il settore è stato attaccato, non solo Atlantia”, spiega il direttore generale dell’associazione.

Non c’è infatti, dice, solo il caso di Autostrade. “Anche per Strada dei Parchi il governo ha imposto un commissario per adeguamenti antisismici mentre la concessionaria aspetta da 7 anni che si approvino i piani finanziari”.

Uno dei temi principali che oppongono governo e regolatore alle concessionarie è quello della riforma del sistema tariffario che ha proposto l’autorità dei trasporti, Art, con l’obiettivo di far scendere i pedaggi.

“Il nuovo sistema tariffario basato sul price cap è sbagliato. Per rispettare gli equilibri dei costi, si dovrebbe licenziare il personale. Anche questa riforma è una ennesima minaccia, anche se per ora non applicata”.

Il muro contro muro tra governo e concessionaria rischia di bloccare decine di miliardi di euro di investimenti. Solo Atlantia ha progetti come la Gronda di Genova da 4,5 miliardi e la tangenziale di Bologna da 1 miliardo.

Il lockdown ha portato a una contrazione del traffico di circa l’80%, con la componente del traffico dei mezzi pesanti che è calato anche di più.

“E’ logico che le concessionarie chiedano sostegno con i finanziamenti garantiti, perché hanno avuto cali di fatturato del 70-80%”, dice Schintu.

Il traffico sulla rete gestito da Aspi, nel periodo di lockdown, ha subìto un tracollo con punte massime dell’80%, generando una perdita di ricavi stimata in oltre 1 miliardo di euro per il solo 2020.

Stefano Bernabei, in redazione a Milano Gianluca Semeraro

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