April 30, 2020 / 11:27 AM / 3 months ago

PUNTO 2-Coronavirus, Conte avverte Regioni: no a iniziative locali

(Aggiorna con contesto e dettagli)

ROMA, 30 aprile (Reuters) - Il premier Giuseppe Conte apre a forme di allentamento su base territoriale delle misure introdotte per limitare il contagio da coronavirus, ma mette in guardia le Regioni dall’assumere iniziative unilaterali.

“Preferisco dirlo forte e chiaro, qui in Parlamento, a rischio di apparire impopolare: il Governo non può assicurare il ritorno immediato alla normalità della vita precedente”, ha detto il presidente del consiglio durante un’informativa alla Camera.

L’Italia ha registrato 27.682 morti per coronavirus, il tasso più alto in Europa, mentre i casi totali hanno superato quota 200.000.

Ciò nonostante, alcune regioni a guida centrodestra si oppongono alle misure di contenimento dettate da Roma. La Calabria in particolare ha annunciato la riapertura di bar e ristoranti.

“Non ci sarà un piano rimesso a improvvide iniziative di singoli enti locali. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”, ha detto Conte.

Il governo è comunque pronto a concordare con i governatori riaperture circoscritte “su base territoriale, in modo da tener conto delle regioni in cui la situazione epidemiologica sia più circoscritta”.

Conte deve anche gestire le tensioni in seno alla maggioranza. Sia il Pd sia Italia Viva di Matteo Renzi contestano l’utilizzo di decreti amministrativi (Dpcm) per gestire l’emergenza, perché annullano i poteri di controllo del Parlamento.

“Se sceglierà la strada del populismo non ci avrà al suo fianco. Non abbiamo negato i pieni poteri al leader della Lega Salvini per darli ad altri”, ha detto Renzi in Senato.

La cosiddetta ‘Fase 2’ entrerà nel vivo a maggio, quando saranno effettuati 150.000 test seriologici, “il che ci consentirà di avere un quadro più chiaro sul reale impatto del Covid-19”, ha detto il presidente del consiglio.

La riapertura degli uffici pone il problema di dove lasciare i bambini e Conte oggi per la prima volta ha detto che il governo, su base sperimentale, potrebbe riaprire “nidi e scuole dell’infanzia, oltre che centri estivi e ad altre attività educative”.

La chiusura di aziende ed esercizi commerciali ha comunque già spinto l’Italia nella peggior recessione dal secondo dopoguerra. I dati Istat diffusi oggi hanno certificato una contrazione del prodotto interno lordo di 4,7 punti nel primo trimestre, comunque inferiore al -5,5% stimato dal Tesoro, che prevede un crollo del Pil dell’8% nell’intero 2020.

Dopo il primo pacchetto espansivo adottato a marzo, Conte ha spiegato che nei prossimi giorni il governo presenterà un nuovo decreto con 25 miliardi a sostegno di lavoratori dipendenti e autonomi e 15 miliardi per le imprese. (Giuseppe Fonte, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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