April 2, 2020 / 2:36 PM / 4 months ago

BREAKINGVIEWS- Mr. 'Whatever it takes' è la carta dell'Italia per il post coronavirus

(L’autrice è una editorialista di Breakingviews. Le opinioni qui espresse sono le sue.)

di Lisa Jucca

ROMA, 2 aprile (Reuters) - Super Mario ha un ruolo da svolgere nel processo di guarigione dell’Italia. Come presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi ha salvato l’euro nel 2012 con la magia della politica monetaria e ha evitato il default italiano. Con il Paese che rischia di crollare sotto i costi dell’epidemia da coronavirus, il nome di Draghi ha iniziato a circolare come prossimo premier o capo dello Stato. Meglio però non agire con fretta.

Di fronte al peggior numero di morti da Covid-19 al mondo e all’aggravarsi della crisi economica, all’indebitata Italia gioverebbe un aiuto fiscale da parte dei suoi partner della zona euro.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sostenuto la necessità di emettere eurobond per affrontare la battaglia contro la pandemia. Ma il suo governo, sostenuto da una inedita maggioranza Pd-M5s, non gode di una forte credibilità in Europa.

Se gli Stati Ue non dovessero offrire un aiuto concreto, l’Italia potrebbe dover lottare per finanziare la ripresa del Paese da una crisi che gli analisti di Goldman Sachs stimano possa portare a una contrazione del Pil di circa il 12% quest’anno. Questo creerebbe tensioni sui mercati obbligazionari e potrebbe riaprire la crisi del debito che ha minacciato la moneta unica nel 2011-12.

Per evitare questo scenario, a Roma c’è chi guarda a Draghi. Ci sono vari modi con cui l’ex banchiere centrale potrebbe sostenere l’Italia e la moneta unica. L’Italia potrebbe, ad esempio, chiedergli di usare il suo ruolo di ‘salvatore dell’euro’ per un’aperta campagna di sostegno. Se Conte, in questo momento apprezzato dagli italiani, accettasse in qualche modo di farsi da parte per lasciare a Draghi la guida di un esecutivo di unità nazionale, ciò potrebbe rassicurare i partner Ue sul fatto che l’Italia non ignorerà i suoi obblighi sul debito.

Prevedere una crisi politica in questo momento, tuttavia, potrebbe non essere nell’interesse dell’Italia. Per prima cosa, non c’è alcuna certezza che il Parlamento, nel quale siedono anche forze anti europee, si schiererebbe dietro l’ex banchiere centrale accettando di fare sacrifici fiscali. Se la situazione economica diventasse troppo pesante, i partiti volterebbero rapidamente le spalle a Draghi, come gia accadde con il governo tecnico di Mario Monti una volta scongiurata la crisi del debito sovrano. Un tale scenario intaccherebbe le possibilità di Draghi di diventare presidente della Repubblica nel 2022, mandato che dura sette anni.

Se da un lato il coinvolgimento di Draghi rafforzerebbe certamente la posizione internazionale dell’Italia, dall’altro l’Italia deve giocare con attenzione la sua migliore carta anti-virus. (In redazione Francesca Piscioneri, Sabina Suzzi)

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