March 31, 2020 / 9:24 AM / 2 months ago

RPT-Zona euro, nuovi 'coronabond' potrebbero richiedere 3 anni preparazione - Regling

(Elimina refuso in titolo)

BRUXELLES, 31 marzo (Reuters) - Un nuovo meccanismo per consentire l’emissione di debito congiunto della zona euro, per contrastare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus - come suggerito da nove leader europei - potrebbe richiedere fino a tre anni di preparazione.

Lo ha detto il direttore del fondo di salvataggio del blocco (Mes) Klaus Regling.

Tuttavia, i ‘coronabond’ comuni potrebbero essere teoricamente emessi immediatamente, a patto di usare le attuali misure di finanziamento del blocco, ha detto al Financial Times Regling.

Francia, Italia, Spagna e altri sei paesi hanno richiesto la settimana scorsa maggiori sforzi per creare uno strumento di debito comune emesso da un’istituzione europea, per alleviare l’impatto della pandemia e la possibile recessione mondiale legata ad essa.

Germania e Olanda si sono opposte a un simile meccanismo e i nove paesi che lo sostengono non hanno specificato come funzionerebbe. I leader hanno dato ai ministri delle Finanze del blocco fino al 9 aprile per trovare idee per sostenere l’economia.

Regling ha detto che la zona euro stava già emettendo debito comune, quando il Mes prendeva in prestito sul mercato per poi concedere prestiti ai governi.

L’Unione europea potrebbe anche prestare congiuntamente attraverso la Commissione europea, che ha aumentato la liquidità rispetto al budget Ue e, attraverso la Banca europea per gli investimenti (Bei), controllata collettivamente dai governi Ue.

“Se usiamo le istituzioni esistenti... la Bei potrebbe farlo immediatamente. C’è anche il Mes. Tutti possono emettere debito europeo mutualizzato”, ha detto Regling.

“...Certo, possiamo anche creare una nuova istituzione, se questo è ciò che gli stati membri vogliono. Richiederebbe due o tre anni e gli stati membri dovrebbero fornire il capitale o le garanzie o assegnare i ricavi futuri”.

I ministri delle Finanze della zona euro hanno suggerito ai governi l’uso di una linea di credito precauzionale (Eccl) dal fondo di salvataggio, per un valore fino al 2% del Pil, per contrastare la crisi. Si tratterebbe di una manovra che permetterebbe acquisti illimitati di bond da parte della Banca centrale europea, se necessario.

La settimana scorsa, i leader non hanno rifiutato questa proposta, ma non l’hanno neanche accolta calorosamente.

Regling ritiene che, per coprire le necessità di finanziamento comune a breve termine derivanti dall’epidemia, “l’unica via sia l’uso delle istituzioni esistenti con gli strumenti esistenti”.

Per ottenere una Eccl, un paese deve sottoporre un’analisi alla Commissione europea rispetto alla sostenibilità del debito del paese, una decisione che l’Italia, fortemente in debito, esita a prendere.

Tuttavia, Regling ha detto che, date le circostanze, le condizioni legate a una simile linea di credito potrebbero essere minime. “Dovrebbe esserci comunque un impegno a rispettare i meccanismi di sorveglianza dell’Ue (ma)... non andrebbe oltre ciò”, dice nell’articolo.

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