March 25, 2020 / 2:26 PM / 14 days ago

Dl Cura Italia, Bankitalia: più deficit per emergenza, ma poi ridurre debito/Pil

ROMA, 25 marzo (Reuters) - Il ricorso al maggiore deficit, che l’Italia ha stabilito con il decreto ‘Cura Italia’ di marzo e che potrebbe ampliare ad aprile, andrà usato in modo “oculato” per fronteggiare l’emergenza coronavirus, ma quando sarà possibile andrà ripresa la riduzione del rapporto debito/Pil.

Lo dice Bankitalia in una memoria depositata in Parlamento in cui analizza le misure contenute nel provvedimento in corso di conversione.

Il decreto prevede misure che determinano un aumento dell’indebitamento netto di circa 20 miliardi nel 2020 (pari all’1,1% del Pil).

Il sostegno previsto per le imprese va soprattutto alle medio-piccole, “che nei prossimi mesi potranno risentire maggiormente di eventuali restrizioni nell’accesso al credito”, osserva Bankitalia.

La dotazione aggiuntiva di 1,5 miliardi per il Fondo centrale di garanzia per le Pmi “consentirebbe al Fondo di garantire nel 2020 un potenziale di circa 60 miliardi di nuovi prestiti, un volume superiore alle consistenze di finanziamenti garantiti alla fine del 2019 (47 miliardi)”. Si tratta, dice Bankitalia, di una cifra particolarmente elevata, sia perché la domanda di prestiti sarà probabilmente bassa, sia perché andranno in scadenza 42 miliardi di prestiti già contratti che solo in parte verranno rinnovati.

A proposito della moratoria, che riguarda solo le pmi in bonis, “potrebbe risultare la misura di sostegno alle imprese più efficace tra quelle introdotte dal decreto”.

In questa fase critica, secondo Bankitalia, è verosimile che le tensioni finanziarie delle imprese possano derivare soprattutto dalla revisione contrattuale dei prestiti già in essere.

Il decreto prevede anche misure “strutturali” per sostenere grandi imprese, come l’estensione della garanzia dello Stato alle grandi aziende.

Queste, nota Bankitalia, sono mediamente più solide dal punto di vista finanziario e hanno linee di credito non utilizzate. “La predisposizione dei decreti attuativi richiederà un’attenta analisi di costi e benefici per assicurare che le risorse pubbliche vengano concentrate su quei casi in cui sono accertabili condizioni di difficoltà”.

Per le misure di sostegno al lavoro, Bankitalia ritiene che i lavoratori con contratti a termine rischino di non vedere rinnovati i contratti a scadenza e debbano ricorrere alla Naspi, “che tuttavia garantisce trattamenti di durata ridotta a disoccupati con carriere discontinue. Un incremento temporaneo della durata dei trattamenti NASpI per chi rientri tra i suoi beneficiari a partire da una certa data sarebbe stato giustificato”.

Il supporto al settore aereo indicato nel decreto è in linea con la deroga agli aiuti di Stato decisa dalla Commissione europea anche per questo settore. Il decreto prevede la nazionalizzazione di Alitalia, con la previsione di creare una nuova società interamente controllata dal Tesoro o di una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta.

Bankitalia osserva che la crisi di Alitalia, certamente aggravata dal COVID-19, ha radici profonde. Nei tre anni in amministrazione straordinaria “ha continuato ad accumulare perdite ingenti a fronte di una redditività esigua. La crisi globale del settore potrebbe rendere particolarmente difficoltosa la formulazione di un piano industriale sostenibile”. (Stefano Bernabei, in redazione a Roma Giuseppe Fonte)

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