March 6, 2020 / 4:16 PM / a month ago

Banche italiane chiedono tregua su sofferenze mentre coronavirus colpisce economia

* Italia lotta contro peggiore epidemia di coronavirus in Europa

* Prevista una nuova recessione, la quarta dal 2008

* Schema garanzia europeo permetterebbe alle banche di aiutare imprese- Abi

di Stefano Bernabei

ROMA, 6 marzo (Reuters) - L’Abi sta richiamando l’attenzione delle autorità europee ad allentare le regole sui crediti problematici per almeno sei mesi, mentre l’epidemia di coronavirus colpisce l’economia e minaccia di far deragliare la fragile ripresa del settore.

L’epidemia e le misure di emergenza per contenerla stanno spingendo il paese verso una nuova recessione e c’è il rischio concreto di veder nuovamente salire i crediti in sofferenza dopo il duro lavoro fatto dagli istituti in questi ultimi anni per migliorare la qualità del credito.

Il Cerved ha detto che i rischi di default per le imprese italiane potrebbero raddoppiare se la crisi provocata dal coronavirus dovesse protrarsi per il resto dell’anno.

Per contenere questo impatto le principali banche italiane stanno offrendo moratorie sui pagamenti alle imprese colpite dagli effetti dell’epidemia, sia nella distribuzione dal lato della domanda e dell’offerta, sia per riduzioni di personale e per cancellazioni di ordini.

Tutto questo rischia però di ritorcersi contro le stesse banche a causa delle nuove e più severe regole che prevedono di mettere in default un debitore anche per un parziale ritardo oltre 90 giorni in un pagamento dovuto o se lo si ritiene non in grado di onorare il suo debito senza agire contro di lui.

Questo set di regole, già in essere per alcuni istituti che adottano modelli interni avanzati di valutazione dei rischi, entreranno in vigore dal 2021 per le banche che adottano modelli standard.

“E’ fondamentale che le autorità europee valutino di concedere uno sgravio temporaneo alle banche” ha detto a Reuters il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini.

L’Abi sta lavorando nel contesto europeo perché venga riconosciuta flessibilità per tutte le banche in Europa.

L’obiettivo, spiega l’associazione, è che le Autorità adottino rapidamente formule più flessibili in presenza di scenari che possono riguardare le banche di tutti i paesi in Europa.

Altrimenti il rischio è che gli istituti siano forzati ad accantonare capitale aggiuntivo per far fronte ai nuovi crediti deteriorati, consumando preziose riserve di capitale.

Le banche “sarebbero scoraggiate dal fornire queste forme di tolleranza”, come per le moratorie, ha detto Sabatini.

Il direttore generale dell’Abi spiega che gli istituti concedono sospensioni di pagamenti solo a quelle imprese sane che sono temporaneamente in difficoltà finanziaria per ragioni legate al coronavirus e che in nessun modo questo si tradurrebbe in un voler nascondere esposizioni realmente in default.

Le banche italiane, in una faticosa ristrutturazione della qualità del credito, hanno portato il rapporto tra crediti deteriorati sul totale dei prestiti all’8% circa dal picco del 18% del 2016, anche se mediamente ancora sopra la soglia del 5% indicato dalle linee guida europee.

Sabatini dice che la migliore soluzione, secondo l’ABI sarebbe quella di uno schema di garanzia di tipo europeo che consentirebbe alle banche dell’area di poter accantonare meno capitale a fronte delle misure di sostegno alle imprese i cui affari stanno patendo gli effetti del coronavirus.

“Le autorità europee potrebbero considerare di allentare per sei mesi o un anno, le più severe regole sui crediti deteriorati” ha aggiunto in riferimento sia a questa nuova definizione di default, sia alle regole cosiddette di calendar provisioning in vigore dallo scorso aprile, che richiedono una svalutazione piena dei crediti in sofferenza dopo un certo periodo di tempo.

Stefano Bernabei, in redazione a Milano Gianluca Semeraro

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