January 23, 2020 / 1:17 PM / 5 months ago

Governo di nuovo a lavoro su pensioni, tra opzioni fine anticipata 'quota 100'

* Italia spende in pensioni più di tutti i Paesi Ocse dopo Grecia

* Governo vuole evitare ritorno a legge Fornero del 2011

* Tra le ipotesi, età minima a 64 anni e fine del sistema misto

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones

ROMA, 23 gennaio (Reuters) - L’Italia prepara una nuova riforma del sistema pensionistico per garantire più flessibilità di uscita dal lavoro, secondo esponenti dell’esecutivo, e tra le ipotesi emerge anche la fine anticipata di ‘quota 100’.

La manovra varata a fine 2018 dal precedente esecutivo di Lega e M5s ha permesso ai lavoratori di accedere alla pensione con 62 anni di età e 38 di contributi versati.

La possibilità di lasciare con ‘quota 100’ è prevista fino al 2021, con un costo in origine stimato di quasi 20 miliardi nel solo triennio di applicazione. Ma nel governo che vede alleati M5s e Pd c’è chi spinge per porvi termine quest’anno.

“Anziché aspettare la fine naturale di ‘quota 100’, sarebbe opportuno avere una soluzione alternativa pronta per entrare in vigore il prossimo gennaio. Varrebbe la pena porsi questo obiettivo”, ha detto a Reuters Pier Paolo Baretta, sottosegretario al ministero dell’Economia in quota Pd.

Tra le nazioni con la più alta incidenza della popolazione anziana, l’Italia spende oltre il 16% del reddito nazionale in pensioni, più di ogni altro Paese Ocse dopo la Grecia. La spesa pubblica in istruzione è invece tra le più basse.

A legislazione vigente, nel 2022 tornerà in vigore la legge Fornero, l’impopolare riforma del 2011 che ha elevato l’età pensionabile a 67 anni.

Il governo vuole evitare un balzo così repentino dell’età necessaria per ritirarsi dal lavoro. Il nuovo regime sarà quindi meno generoso di quota 100 e meno severo rispetto alle misure imposte dal governo Monti all’apice della crisi finanziaria.

Un’opzione allo studio, spiega una fonte governativa, consiste nel permettere di lasciare il lavoro a partire da 64 anni ma con una riduzione dell’assegno pensionistico, calcolato per intero con il metodo contributivo.

Verrebbe così accelerata la fine del sistema misto, che prevede assegni in parte calcolati con il più conveniente metodo retributivo, rischiando però di alimentare le proteste del sindacato.

QUOTA 100 HA RISCOSSO MENO ADESIONI DEL PREVISTO

“La riforma delle pensioni è tra le nostre prime priorità”, ha detto a Reuters il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, del Movimento 5 stelle.

“Cercheremo di venire incontro alle esigenze dei lavoratori di andare in pensione prima, soprattutto se svolgono lavori usuranti”.

È da vedere in che misura le nuove regole impatteranno sulle casse dello Stato. Il governo finora non ha dato indicazioni e Catalfo avvierà il confronto con i sindacati lunedì 27 gennaio.

‘Quota 100’ si è comunque rivelata meno popolare e di conseguenza meno costosa del previsto.

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, stima risparmi nell’ordine di 2,6 miliardi quest’anno e almeno 2 mld nel 2021.

Di questi, il governo ha già impegnato a bilancio 2 miliardi nel 2020 e 1,3 miliardi nel 2021 per finanziare misure espansive, spiega una fonte del Tesoro.

Con un esercito di pensionati in costante crescita, le pensioni in Italia sono un’ossessione nazionale e uno degli argomenti più discussi nei talk show televisivi.

La riforma allo studio è la sesta da metà anni 90. Prima di allora il sistema pensionistico ha consentito a milioni di italiani un ritiro precoce dal lavoro e assegni generosi.

In termini nominali, secondo i dati Istat, l’importo medio delle pensioni è aumentato nel 2018 del 70% rispetto a quello del 2000. Nello stesso periodo di tempo le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono aumentate del 35%. (In redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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