August 12, 2019 / 2:45 PM / 3 months ago

Argentina, peso e mercati a picco, balza volatilità dopo sconfitta Macri

BUENOS AIRES,12 agosto (Reuters) - I mercati argentini risentono pesantemente della sconfitta di Mauricio Macri alle primarie di ieri, dominate a largo margine dall’opposizione, in cui l’elettorato ha respinto con decisione le rigide politiche economiche del presidente, mettendo in dubbio le sue possibilità di rielezione a ottobre.

Il peso arriva a cedere oltre 30% sul dollaro, scivolando a 65 nei confronti del biglietto verde.

Negli scambi over the counter, i titoli di Stato arretrano in media di 5%.

Il candidato dell’opposizione Alberto Fernandez — in corsa insieme all’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner — si è imposto con il 47,65% delle preferenze, un margine di 15,5% su Macri ampiamente superiore alle aspettative.

Il vantaggio di Fernandez ha superato di gran lunga il margine previsto nei recenti sondaggi di opinione.

L’Argentina è in recessione con un’inflazione superiore al 55%, dopo tre anni e mezzo di politiche di Macri. Tuttavia, gli investitori vedono il duo Fernandez/Kirchner come una prospettiva più rischiosa di Macri, sostenitore del libero mercato.

Kirchner ha imposto severi controlli valutari che hanno rallentato gli investimenti durante il suo mandato nel periodo 2007-2015. In conflitto con il settore agricolo — settore chiave per il paese — per le tasse sull’export, ha presieduto durante uno stallo pluriennale con gli obbligazionisti che ha lasciato l’Argentina fuori dal mercato internazionale dei capitali.

La vittoria dei peronisti Fernandez e Kirchner “spiana la strada per il ritorno del populismo di sinistra che molti investitori temono”, dice Capital Economics in una nota ai clienti.

“Con una rinnovata attenzione ai rischi di debito sovrano, bond, titoli e peso subiranno una forte pressione nei prossimi giorni. Detto questo, il calo della valuta potrebbe essere arginato da un intervento sul mercato dei tassi di cambio”, si legge inoltre nella nota.

Il risultato delle primarie ha indicato che Fernandez ha abbastanza supporto per conquistare la presidenza nel primo turno di ottobre, senza dover andare alle elezioni di novembre.

Un candidato ha bisogno di almeno il 45% dei voti, o del 40% e una differenza di 10 punti percentuali rispetto al secondo classificato, per vincere la presidenza.

“È quasi impossibile invertire i risultati delle primarie in ottobre”, ha detto l’analista politico locale Ignacio Labaqui.

“Alla fine, la maggior parte dell’elettorato ha punito il governo per le scarse prestazioni economiche”, ha detto.

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