January 16, 2019 / 3:08 PM / 8 months ago

Italia, Pil 2019 piatto o negativo, sottopeso Btp - Pimco

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Pimco ritiene che per l’Italia il quarto trimestre dell’anno scorso sia andato in archivio con un Pil in calo, vede per il 2019 una crescita pari a zero o leggermente negativa e, alla luce della natura non solo tecnica della recessione e di altri fattori di rischio, mantiene un sottopeso dei Btp nel portafoglio medio.

E’ quanto ha detto Nicola Mai, executive vice president e analista del debito sovrano nel gruppo di management di portafoglio del primo gestore obbligazionario al mondo.

Incontrando la stampa nella nuova sede milanese di Pimco, Mai ha illustrato l’outlook globale, che il colosso dei bond ha delineato nel dicembre scorso. Il punto di partenza dell’analisi è che quest’anno vedrà “un rallentamento sincronizzato dell’economia globale”, ovvero anche gli Stati Uniti, sinora fuori dal coro, si accoderanno alle altre aree.

In questo contesto di rallentamento globale di un’economia giunta alla fase finale del lungo ciclo positivo, la zona euro, secondo Pimco, vedrà un Pil crescere dell’1-1,5%. E a pesare sull’area della moneta unica sarà soprattutto l’Italia, che è “molto debole” e che “probabilmente ha archiviato il quarto trimestre dell’anno scorso con un Pil negativo”; recessione, dunque, che però — ritiene Mai — “non è solo tecnica”, ci sono anche fattori di debolezza strutturali.

L’Italia è il grande malato della zona euro. Mai giudica positivamente il fatto che il governo guidato da Giuseppe Conte abbia cercato e trovato un compromesso con l’Europa sulla manovra di bilancio, ma “il budget non è realistico”. E il quadro per il prossimo biennio è fosco. “La prima parte del 2019 vedrà una forte crescita delle emissioni di Btp, con conseguente pressione sull’obbligazionario”, argomenta l’analista di Pimco.

Le linee guida del Tesoro sulle emissioni hanno preannunciato per quest’anno 201 miliardi a copertura dei titoli in scadenza e 50 miliardi destinati al fabbisogno.

Inoltre, posto che le stime contenute nel budget non sono raggiungibili, “le proiezioni al 2020 sono basate sulle clausole di salvaguardia ed è politicamente difficile che vengano fatte scattare”, dato che si tradurrebbero in “una stretta fiscale”. Insomma, “non siamo out of the wood, ci saranno altre tensioni con l’Europa”.

La manovra di bilancio, concordata con Bruxelles, prevede un Pil in crescita dell’1% quest’anno e dell’1,1% nel 2020.

Recessione e previsioni di budget irrealistiche porteranno, secondo Pimco, a un aumento del rapporto debito/Pil nei prossimi anni, stante l’attuale livello di spread e le condizioni complessive. “L’incremento del debito”, argomenta Mai, “non sarà molto rapido”, avverrà nell’arco di cinque anni. La manovra di bilancio, viceversa, contiene una previsione di riduzione del debito. Ma l’analista di Pimco è categorico: il debito “non scenderà”.

In un quadro globale che attribuisce una probabilità superiore al 50% di una recessione nei prossimi anni — conseguenza dell’aumento delle pressioni inflazionistiche e della stretta delle politiche monetarie, nonché dei rischi geopolitici — Pimco considera l’Italia il vaso di coccio. Per questo, “il rischio per quanto riguarda lo spread (il differenziale tra i rendimenti dei benchmark decennali italiano e tedesco) è più un allargamento che un restringimento”.

La sintesi è che il gestore obbligazionario resta “un po’ sottopeso” sui Btp, un atteggiamento che non è cambiato dopo l’approvazione della manovra. Pimco non chiarisce la misura del sottopeso dei Btp rispetto al benchmark; Mai lo definisce “modesto”.

Alessandro Gandolfi, country head per l’Italia di Pimco, precisa che sull’obbligazionario “siamo ancora cauti, il prezzo non remunera sufficientemente il rischio”. Peraltro, Gandolfi sottolinea che l’approccio cauto di Pimco non era cambiato all’inizio dell’estate scorsa, quando pareva che la manovra avrebbe incorporato una previsione sul deficit 2019 all’1,9%.

Da ultimo, Gandolfi non ha voluto confermare ufficialmente di aver sottoscritto interamente un bond da 3 miliardi di dollari emesso da UniCredit.

Ma il country head di Pimco ha spiegato che “quando c’è un’opportunità siamo sempre pronti. Siamo fornitori di liquidità”.

In materia di banche, Mai ha detto che Pimco è sempre cauta riguardo alle emissioni degli istituti italiani, con l’eccezione di UniCredit e Intesa Sanpaolo, che “sono a benchmark”. L’analista, infine, ha detto di prevedere una nuova operazione di Tltro verso metà 2019.

(Massimo Gaia)

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