January 8, 2019 / 11:02 AM / 10 months ago

PUNTO 2-Carige attiverà garanzia Stato su bond, aumento precauzionale ipotesi residuale

(Accorpa pezzi, aggiunge altri dettagli)

di Andrea Mandala’

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - I commissari di Banca Carige stanno per chiedere l’attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni, resa possibile dal decreto legge approvato ieri sera, a sostegno della liquidità a medio termine.

Lo dice una nota dell’istituto sottolineando che la ricapitalizzazione precauzionale, possibilità prevista nello stesso decreto, “è da considerarsi come un’ulteriore misura a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale”.

Ieri sera il governo è intervenuto con un decreto legge, prevedendo la concessione di garanzie di Stato su nuove emissioni e su finanziamenti straordinari erogati dalla Banca d’Italia “nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato.”

Inoltre è stata prevista la possibilità di una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale — che comporterebbe il burden sharing per i bond — per preservare i ratio patrimoniali anche in uno scenario avverso di stress test. Secondo Il Messaggero dagli stress test conclusi a fine novembre emerge, in uno scenario avverso, un CET 1 di Carige al 2-3%, condizione che renderebbe attivabile la ricapitalizzazione precauzionale.

Gli Srep della Bce, che terranno conto degli stress test, saranno comunicati tra fine mese e inizio febbraio.

Si tratterebbe della stessa procedura utilizzata per Mps a fine 2016, con un’operazione costata allo stato 5,4 miliardi che ha portato il Tesoro a entrare nell’istituto senese con una quota del 68%.

Percorso, al contrario, impraticabile per le banche venete a causa delle condizioni di dissesto dei due istituti e per le quali è stata scelta, invece, la soluzione della liquidazione coatta amministrativa, con la cessione di rami d’azienda a Intesa Sanpaolo, insieme a misure di sostegno pubblico garanzie sui bond.

La mossa del governo è da molti ritenuto un cambio di rotta da parte del Movimento 5 Stelle che si è sempre detto contrario all’utilizzo di fondi pubblici per i salvataggi bancari.

Sul tema aiuti di stato sono in corso contatti tra governo e Commissione Ue per verificare che l’intervento sia in linea alle regole europee, ha detto un portavoce della Commissione.

Secondo Equita Sim, a differenza di Mps l’intervento del governo su Carige “si è reso necessario in primis per dare stabilità alla raccolta” e consente “una sostanziale e definitiva stabilizzazione dei rischi che fanno capo alla banca”, oltre a dimostrare “la volontà di tutelare comunque il risparmiatore al dettaglio”.

PIANO A FINE FEBBRAIO, CON DERISKING NPE RATIO TRA 5-10%

Tra le altre iniziative avviate dai commissari vi è anche la due diligence sugli Npe con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il peso dei deteriorati che dovranno scendere tra il 5 e il 10% degli impieghi, “senza impatti significativi sui ratio patrimoniali”, spiega la banca.

Il derisking è uno dei pilastri del piano industriale che verrà presentato entro fine febbraio e che punta a rendere appetibile la banca in ottica di un’aggregazione.

A fine settembre Carige aveva un Npe ratio del 27,5%.

Su questo fronte nei giorni scorsi sono stati avviati contatti preliminari con la Sga, società del Tesoro che gestisce crediti deteriorati, per la possibile cessione di Npl, che complessivamente ammontano a circa 2,8 miliardi.

Lo smaltimento dei crediti deteriorati e i possibili impatti sul capitale sono tra le questioni al centro delle preoccupazioni dei sindacati che oggi hanno incontrato i commissari.

TRATTATIVE CON SVI SU BOND

Un’ulteriore iniziativa dei commissari riguarda la proposta formulata allo Schema Volontario di Intervento (Svi) del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per ridefinire le condizioni del bond subordinato da 320 milioni.

Il bond era stato sottoscritto a fine novembre dal sistema bancario per consentire a Carige di rientrare nei requisiti patrimoniali in termini di Total Capital Ratio, ed era stato strutturato come uno strumento ponte in attesa di un aumento di capitale da 400 milioni, bocciato poi in assemblea a causa dell’astensione dell’azionista di riferimento Malacalza Investimenti.

L’operazione rientrava nel piano di conservazione del capitale approvato dalla Bce che ha concesso tempo alla banca fino alla fine 2019 per rispettare i ratio patrimoniali in modo sostenibile.

Secondo una fonte del Fitd il consiglio dello Svi si riunirà domani per esaminare la proposta di ridefinizione delle condizioni del subordinato..

Nei giorni scorsi alcune fonti vicine alla situazione avevano riferito che le discussioni con il Fondo si sarebbero incentrate sulla rinegoziazione del tasso di rendimento del bond (salito al 16% dal 13% per effetto del mancato aumento di capitale) e sulla modalità di un possibile utilizzo del bond per rafforzare il capitale primario.

— Ha collaborato da Roma Stefano Bernabei

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