January 4, 2019 / 4:00 PM / 16 days ago

PUNTO 1-Carige, contatti preliminari con Sga su possibile cessione Npl

(Aggiunge altri dettagli, fonti e accorpa storie)

di Andrea Mandalà

MILANO, 4 gennaio (Reuters) - I commissari straordinari di Carige hanno avviato contatti preliminari con la Sga, la società del Tesoro che gestisce crediti deteriorati, per valutare una possibile acquisizione di Npl dell’istituto genovese funzionale ad una operazione di aggregazione.

Lo dicono due fonti a conoscenza della situazione. Una delle fonti specifica che al momento non c’è ancora “niente di strutturato” nè “un vero negoziato” in corso.

Tra la banca, posta nei giorni scorsi in amministrazione straordinaria dalla Bce, e Sga esiste peraltro un rapporto privilegiato, essendo quest’ultima già intervenuta in soccorso per la copertura dell’aumento di capitale da 540 milioni di fine 2017 con una quota del 5,4%, poi ridotta in più fasi con cessione di pacchetti azionari e ad oggi poco sopra l’1,2%.

Il derisking rientra tra i pilastri del piano industriale già avviato dalla banca con l’obiettivo di abbattere il peso dei crediti deteriorati.

A fine settembre lo stock di credito deteriorato lordo era pari a 3,5 miliardi (dato pro-forma) considerando anche la cartolarizzazione con Gacs di 0,9 miliardi circa di sofferenze conclusa lo scorso dicembre e le cessioni di Utp. Ammontare che scenderebbe a circa 2,8 miliardi se si include l’accordo di ristrutturazione raggiunto con il gruppo Messina su un’esposizione di circa 500 milioni e altre operazioni di piccolo cabotaggio.

“Quella di cedere deteriorati alla Sga è un’opzione sul tavolo a cui si può lavorare”, commenta una seconda fonte vicina alla vicenda.

Parallelamente già dalla prossima settimana partiranno i colloqui con lo Schema Volontario del Fondo Interbancario che ha sottoscritto il bond subordinato da 320 milioni che ha consentito alla banca di rientrare nei requisiti patrimoniali in termini di Total Capital Ratio, strumento ponte in attesa di un aumento di capitale da 400 milioni al momento bloccato.

Tra gli argomenti sul tavolo la rinegoziazione sul tasso di rendimento del prestito che, per effetto della bocciatura dell’aumento di capitale, è salito al 16% dal 13%. Lo stesso ex AD Fabio Innocenzi, ora uno dei tre commissari, ha tuttavia spiegato che i dialoghi sono finalizzati “a capire come meglio utilizzare questo strumento in un nuovo scenario”, lasciando intendere che il dialogo sarà a tutto campo.

L’attuale regolamento del bond prevede una conversione automatica in equity solamente nel caso in cui i ratio patrimoniali dell’istituto scendano sotto i requisiti previsti.

A fine settembre il Cet1 della banca era pari al 10,8%, superiore al requisito minimo di 9,625% (senza considerare la Pillar II guidance) per il 2018. Includendo la guidance il target Srep per il 2018 era pari all’11,175%.

Una terza fonte spiega che se la Vigilanza, con gli ultimi Srep attesi da fine mese, dovesse assegnare target più stringenti, si potrebbe ricorrere alla clausola sulla conversione “con la formula di un versamento in conto capitale”.

“In questo modo si potrebbe rafforzare il capitale primario senza incidere sulle quote azionarie fino a quando non verranno emesse le nuove azioni con un eventuale un aumento di capitale in un secondo momento”, aggiunge.

Una conversione ‘forzosa’ diluirebbe l’azionista di riferimento (al 27,5%) Malacalza Investimenti che nell’assemblea del 22 dicembre sull’aumento di capitale da 400 milioni si è astenuto bloccando l’operazione. Ieri sera l’imprenditore ha ribadito la posizione già espressa spiegando di essere favorevole all’approvazione di una nuova ricapitalizzazione ma di voler prima conoscere il piano industriale.

SU M&A STRADA SBARRATA PER MPS

L’operazione di pulizia di bilancio e di consolidamento patrimoniale su cui i commissari concentreranno i lavori hanno come obiettivo quello di rendere più appetibile l’istituto che potrebbe portare in ‘dote’ un patrimonio non contabilizzato di circa 2 miliardi tra Dta e liberazione di capitale, secondo le stime di Innocenzi.

Tra le ipotesi che circolano sulla stampa in questi giorni, quella su un intervento di Mps sembra difficilmente accettabile da parte della Commissione Ue alla luce del piano che la banca ha concordato con Bruxelles per avere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale dello Stato da 5,4 miliardi.

La rosa di nomi vede anche UniCredit che, secondo due fonti non sarebbe interessata in questo momento. Sul tema la banca non commenta.

Per quanto riguarda Ubi, altro nome indicato dalla stampa, in un’intervista al Sole 24 Ore di inizio dicembre l’AD Victor Massiah ha risposto con un secco “No” alla domanda su un interesse verso i due istituti sul mercato a caccia di un compratore, ovvero Carige e Creval. In posizione più defilata Banco Bpm che non commenta.

— Hanno collaborato Paola Arosio e Gianluca Semeraro

.

Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below