December 21, 2018 / 12:43 PM / 10 months ago

SCHEDA-La manovra di Lega e M5s dopo l'accordo con l'Europa

    ROMA, 21 dicembre (Reuters) - Il Senato voterà intorno a
mezzanotte la fiducia al governo sulla manovra.
    La legge di Bilancio sarà riscritta questo pomeriggio in
aula con il maxiemendamento del governo che recepisce l'intesa
con la Commissione europea e disinnesca, almeno nell'immediato,
l'avvio di una procedura d'infrazione.
    Il via libera definitivo della Camera è previsto tra giovedì
27 e venerdì 28 dicembre.
    Le misure correttive avallate da Bruxelles hanno un valore
di 10,25 miliardi nel 2019 e riducono l'indebitamento netto al
2,04 dal 2,4% del pil.
    Le coperture derivano soprattutto da reddito di cittadinanza
(-1,9 miliardi), quota 100 sulle pensioni (-2,73 mld),
dismissioni immobiliari (+950 milioni) e circa 3 miliardi di
minori investimenti pubblici. A garanzia dei saldi il governo ha
accettato di inserire in bilancio un accantonamento complessivo
di 2 miliardi.
    Una volta approvata dal Senato, la legge di Bilancio varrà
in termini di impieghi 31/32 miliardi, secondo il ministro
dell'Economia Giovanni Tria.
    Il quadro macroeconomico e di finanza pubblica è così
ridefinito (in punti di pil):
    
    
                                 2018     2019     2020     2021
PIL                              1,0%     1,0%     1,1%     1,0%
DEFICIT/PIL *                    1,9%     2,0%     1,8%     1,5%
DEFICIT STRUTTURALE              1,1%     1,3%     1,2%     1,0%
DEBITO PUBBLICO                131,7%   130,7%   129,2%   128,2%
    
    * L'indebitamento netto tendenziale nel 2019 è stimato
all'1,4% del Pil dal precedente 1,2. Tra i fattori che hanno
concorso alla revisione, il ministero dell'Economia cita
"maggiori dividendi" comunicati dalla Cassa depositi e prestiti.
    
    Questo invece è l'impatto finanziario delle misure (in
miliardi di euro):
    
    
                                          2019     2020     2021
1)  Fondo reddito di cittadinanza         1,90     0,95     0,58
2)  Quota 100                             2,73    +1,34    +1,68
3)  Indicizzazione pensioni più bassa     0,25     0,75     1,23
4)  Taglio pensioni più alte              0,08     0,08     0,08
5)  Riduzione fondo investimenti          0,70     0,70     0,70
6)  Dismissioni immobiliari               0,95     0,15     0,15
7)  Iva                                   0,00     9,41    13,18
8)  Web tax                               0,15     0,60     0,60
9)  Abrogazione credito imposta Iva       0,11     0,11     0,16
10) Azzeramento bonus beni strumentali    0,20     0,00     0,00
11) Azzeramento Ires enti no profit       0,12     0,16     0,16
12) Incremento tassazione giochi          0,45     0,45     0,45
13) Riprogrammazione fondo sviluppo       0,80     0,00     0,00
14) Riprogrammazione fondi FS             0,6      0,00     0,00
15) Rimodulazione fondi nazionali         0,85    +0,15    +0,15
16) TOTALE CORREZIONE SALDI **           10,25    12,24    16,00
    
    
    
    ** Comprende altre misure non specificate, gli errori sono
dovuti ad arrotondamenti.
    
    Le misure principali più in dettaglio:
    
    - Per il reddito di cittadinanza il governo stanzia a
bilancio 7,1 miliardi nel 2019, 8,1 miliardi nel 2020 e 8,3
miliardi nel 2021. L'avvio è previsto da aprile;
    - Per quota 100 le risorse ammontano a quasi 4 miliardi nel
2019, 8,3 miliardi nel 2020 e 8,7 miliardi. Chi avrà 62 anni di
età e 38 di contributi al 31 dicembre 2018 potrà andare in
pensione dal primo aprile (da ottobre nel pubblico impiego);
    - Cambia la rivalutazione automatica dei trattamenti
pensionistici superiori a tre volte il minimo Inps: 507,42 euro,
circa 6.600 euro annui. Il governo introduce sette fasce e
relative percentuali di variazione, dal 97% tra tre e quattro
volte il minimo al 40% per gli assegni oltre nove volte il
minimo;
    - Il taglio delle 'pensioni d'oro' varrà cinque anni e
scatta sugli assegni superiori a 100.000 euro. La decurtazione
varia dal 15 al 40% a seconda della fascia di importo;
    - Il piano di dismissioni immobiliari sarà definito entro il
30 aprile. Il governo introduce la possibilità di cambiare la
destinazione d'uso.
    - Dalle clausole di salvaguardia, gli aumenti automatici di
Iva e accise, il governo si aspetta complessivamente 23,1
miliardi nel 2020 e 28,8 miliardi nel 2021. Le clausole che Lega
e M5s hanno ereditato dal Pd valevano invece 19,2 nel 2020 e
19,6 nel 2021.
    - La web tax assume la forma di un prelievo pari al 3% sulle
imprese che registrano ricavi complessivi non inferiori a 750
milioni e ricavi derivanti da servizi digitali superiori a 5,5
milioni. L'imposta si ottiene applicando il 3% all'ammontare dei
ricavi tassabili realizzati in ciascun trimestre. Entro giugno
un decreto amministrativo stabilirà le disposizioni attuative.
    
    La manovra prevede inoltre: 
    
    - la flat tax al 15% per le partite Iva con ricavi o
compensi fino a 65.000 euro (dal 2020 tra 65.000 e 100.000 euro
è dovuta un'imposta sostitutiva del 20% più l'Iva). Il minor
gettito è stimato in circa 300 milioni nel 2019.
    - il fondo di 525 milioni annui per il triennio 2019/2021 a
favore dei risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie;
    
     Nel maxiemendamento del governo, secondo quanto spiegano i
senatori della maggioranza, confluiranno infine:
    - le minori tariffe Inail, nell'ordine di 410 milioni nel
2019, 525 nel 2020 e 600 nel 2021. Tenendo conto che già dal
2014 è stato introdotto un taglio annuo di circa 1,2 miliardi,
la riduzione del cuneo fiscale a carico delle imprese diventa
ora strutturale e arriva a regime a 1,7 miliardi;
    - gli incentivi all'acquisto di auto meno inquinanti
(categoria M1 nuovo di fabbrica), validi da marzo 2019 fino al
31 dicembre 2021. Se si rottama una vecchia auto di classe
0,1,2,3 o 4 l'importo varia da 2.500 a 6.000 euro, a seconda dei
grammi di anidride carbonica per km. Senza rottamazione
l'incentivo oscilla tra 1.500 e 4.000 euro. Sono previsti anche
disincentivi all'acquisto di auto inquinanti tra 1.100 e 2.500
euro. L'importo minimo di 1.100 euro corrisponde ad un veicolo
che emette da 161 a 175 grammi di CO2 al chilometro, parametro
sufficiente ad esentare utilitarie ed auto medie;
            
    (Giuseppe Fonte)
     
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