December 14, 2018 / 2:10 PM / 10 months ago

Banche, nuove sofferenze 2018 a 2,4%, viste a 2,3% in 2019, 2,1% in 2020 - Abi-Cerved

MILANO, 14 dicembre (Reuters) - I flussi di nuove sofferenze per le banche italiane sono attesi in calo per il 2018 al 2,4% e la discesa proseguirà anche nel 2019 e nel 2020 anche se a tassi di ingresso un po’ più alti di quelli stimati a febbraio.

Secondo l’edizione di dicembre 2018 dell’Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese, che si basa sui dati al 30 settembre, le sofferenze delle banche italiane sono calate di 25 miliardi rispetto a settembre 2017 (-39% circa in termini netti).

Questo è avvenuto grazie alle operazioni di dismissioni di Npl portate a termine dalle banche e alla confermata riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza. I tassi di ingresso in sofferenza scendono, infatti, al 2,4% stimato per il 2018 dal 2,8% del 2017 e il calo ha riguardato tutte le dimensioni di impresa, tutti i settori economici e tutte le aree territoriali.

I tassi di ingresso in sofferenza sono visti in calo anche nei prossimi due anni: sono stimati al 2,3% nel 2019 e al 2,1% nel 2020, valori in netta diminuzione rispetto al picco del 2016 ma ancora superiori ai livelli pre-crisi (1,7%). Queste stime, tuttavia, sono leggermente peggiorative rispetto a quelle formulate nel precedente outlook che indicavano 2,1% per il 2019, a causa di condizioni macroeconomiche meno favorevoli.

Secondo gli ultimi dati disponibili a fine settembre, lo stock di sofferenze lorde accumulate dalle banche italiane si attesta a 120 miliardi (-30,7% su base annua). Le sofferenze nette si collocano sotto i 40 miliardi (-39,4% rispetto a settembre 2017 e -55% rispetto a novembre 2015).

Di pari passo sono diminuiti i crediti deteriorati, cioè scaduti o con alte probabilità di non essere saldati, grazie soprattutto ai miglioramenti registrati nelle imprese.

Il tasso di deterioramento per le società non finanziarie, vale a dire la quota di crediti in bonis passati allo status di deteriorati, è sceso al 2,8% nel terzo trimestre 2018 dal 3,4% dell’ultimo trimestre 2017, grazie anche a una congiuntura economica favorevole e a una più attenta selezione nella concessione del credito alle imprese.

Per le società non finanziarie il flusso di ingresso del complesso dei crediti che entrano nello status dei deteriorati è sceso al di sotto dei livelli del 2008 e questo indica che ci si trova in una fase di coda del processo di deterioramento del credito.

“Nel complesso di tratta di uno scenario positivo”, si legge nel report. Nel 2018, in base alle stime, il volume di nuove sofferenze originate da crediti a imprese dovrebbe attestarsi a 14 miliardi con un calo del 25,8% rispetto al 2017 e circa un terzo del massimo storico toccato nel 2013 (40 miliardi).

(Gianluca Semeraro)

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