November 19, 2018 / 2:27 PM / 22 days ago

Governo in Campania, Conte tenta mediazione su inceneritori

ROMA, 19 novembre (Reuters) - Il governo firma oggi alla prefettura di Caserta un protocollo sulla Terra dei fuochi per testimoniare il suo impegno contro il traffico di rifiuti, mentre il premier Giuseppe Conte prova a ricucire tra M5s e Lega dopo la polemica sugli inceneritori.

“Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio”, hanno detto oggi in una nota il presidente del Consiglio e i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Il nuovo fronte interno alla maggioranza gialloverde - dopo la prescrizione, il Tap, l’alta velocità, il condono fiscale - si è aperto la scorsa settimana, quando il leader leghista Salvini ha ipotizzato durante la sua visita a Napoli la costruzione di impianti per bruciare i rifiuti producendo energia.

La cosiddetta Terra dei Fuochi è un’area tra Napoli e Caserta costellata di discariche abusive.

Il contratto di governo, dicono nella nota Conte, Di Maio e Salvini, indica che “dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere ‘verde’ il nostro sistema economico”. Ciò significa puntare sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio dei rifiuti.

“Il governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell’Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile”, conclude la nota.

Il responsabile dell’Ambiente, Sergio Costa - un ex comandante della Guardia Forestale vicino al M5s che ha lavorato per anni nella Terra dei fuochi - è decisamente contrario alla costruzione di nuovi inceneritori o termovalorizzatori, entrambi impianti che bruciano rifiuti producendo energia.

In Italia questo genere di impianti sono una quarantina, secondo i dati dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), localizzati soprattutto nel Nord e nel Centro-Italia.

Chi ne sostiene l’utilizzo ritiene che siano necessari a eliminare quella parte di rifiuti che oggi viene spedita da metropoli come Roma o Napoli al Nord o all’estero proprio per essere bruciata, o che resta in discarica. Chi è contrario, dice che l’uso dei termovalorizzatori - la cui costruzione in Italia gode di incentivi pubblici - non spinge ad aumentare il riciclaggio.

Entrambe le parti concordano sul fatto che in Italia servano più impianti per il riciclaggio, a cominciare da quelli per la produzione di compost o del biometano, altrimenti la raccolta differenziata rischia di restare vana.

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