November 9, 2018 / 9:58 AM / 9 days ago

Tria: pilastri manovra non cambiano, deficit massimo 2,4% Pil in 2019

ROMA, 9 novembre (Reuters) - L’Italia confermerà alla Commissione europea i pilastri della manovra, i cui obiettivi risultano rafforzati dall’ulteriore deterioramento del quadro economico osservato dopo settembre.

“Il governo è stato autorizzato dal Parlamento a realizzare un deficit massimo del 2,4% nel 2019 e il governo è impegnato a rispettare questo limite”, ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, escludendo nell’immediato revisioni al ribasso degli obiettivi di finanza pubblica.

Bocciando la manovra, la Commissione ha dato all’Italia tempo fino al 13 novembre per presentare una nuova bozza di bilancio e illustrare i “fattori rilevanti” che spiegano la riduzione del rapporto debito/pil meno marcata rispetto a quanto prevedono le regole comunitarie.

“In questi giorni il governo è impegnato a predisporre la risposta alla Commissione europea sui punti più controversi della manovra. Manovra che il governo intende confermare nei suoi pilastri fondamentali”, ha detto il ministro durante un’audizione in Parlamento.

Ieri la Commissione ha diffuso le nuove previsioni sull’Italia, che vedono per il 2019 il rapporto deficit/Pil balzare al 2,9% e il Pil crescere dell’1,2%.

Nel fissare l’indebitamento programmatico al 2,4%, il governo sostiene che la crescita economica mostrerà un’accelerazione a +1,5% a fronte del +0,9% tendenziale.

Tria ricorda che le evidenze relative al terzo trimestre mostrano una ulteriore peggioramento dell’economia rispetto a fine settembre, quando il governo ha annunciato gli obiettivi di deficit. “È quindi ancor più necessaria una manovra anticiclica”.

“Ci rendiamo conto che per i problemi rilevati servirebbe una manovra ancora più incisiva di quella proposta”, ha spiegato aggiungendo tuttavia che il governo ha cercato di bilanciare stabilità finanziaria e sociale.

La legge di Bilancio, ha riepilogato il ministro, contiene misure per 44,2 miliardi tra minori entrate e maggiori spese. Le coperture ammontano a 22,4 miliardi mentre l’aumento del deficit di 1,2 punti (dall’1,2% tendenziale al 2,4) assicura quasi 22 miliardi.

La manovra garantisce una riduzione della pressione fiscale pari a 13,4 miliardi nel 2019, gran parte dei quali è dovuta al mancato aumento di Iva e accise, che da solo vale 12,4 miliardi.

(Giuseppe Fonte)

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