November 5, 2018 / 3:51 PM / 13 days ago

PUNTO 1-Bei lavora con MinAmbiente a contratto per 800 mln contro dissesto idrogeologico

(Aggiorna con conferma portavoce ministro Ambiente)

ROMA, 5 novembre (Reuters) - La Banca europea per gli investimenti (Bei) sta lavorando da qualche settimana con il ministero dell’Ambiente alla definizione del contratto di progetto che permetterebbe di sbloccare un finanziamento da 800 milioni da destinare alla lotta al dissesto idrogeologico.

Lo ha confermato la portavoce del ministro dell’Ambiente Sergio Costa dopo che la notizia era stata riferita da una fonte vicina alla Bei.

“C’è un’interlocuzione in corso con la Bei per capire se è possibile attualizzare il prestito per coprire nuovi progetti, dato che sono passati quattro anni e le priorità possono essere cambiate”, ha detto la portavoce.

La fonte ha detto che il finanziamento, già previsto nel dicembre del 2017 con un contratto stipulato con il Ministero dell’Economia, può essere attivato solo dopo la firma del contratto di progetto.

Il 22 dicembre del 2017 Bei e Ministero dell’Economia, allora guidato da Pier Carlo Padoan sotto l’esecutivo a guida PD di Paolo Gentiloni, avevano annunciato l’intervento da 800 milioni “per la prevenzione dei danni causati dal dissesto idrogeologico”.

Il Mef, secondo gli accordi, avrebbe dovuto ricevere un finanziamento di 800 milioni di euro, di cui la prima tranche, pari a 400 milioni, era stata sottoscritta in quella occasione.

Il credito concesso da Bei prevedeva circa 150 programmi per la messa in sicurezza del territorio sotto il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, a cui spettava la firma del contratto di progetto per il monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi oggetto del “Piano nazionale per la prevenzione ed il contrasto del rischio idrogeologico” del governo italiano.

Da allora, e con il cambio di governo intervenuto nel frattempo, non era arrivata la firma del ministero dell’Ambiente che ora ha ripreso a lavorare con Bei al progetto.

Gli interventi, si spiegava già nel 2017, “riguarderanno la realizzazione o il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione, la risistemazione dei corsi d’acqua e dei canali di collegamento, le casse di espansione lungo fiumi e torrenti, interventi per prevenire erosioni costiere o frane”.

Nel corso delle ultime settimane, per l’eccezionale ondata di maltempo, soprattutto in Veneto e in Sicilia, allagamenti, esondazioni e frane hanno causato decine di morti e ingenti danni.

(Stefano Bernabei)

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