October 31, 2018 / 2:28 PM / 19 days ago

PUNTO 1-Banche, ok da Stati Ue a nuova bozza più morbida su gestione Npl

(Aggiunge altri dettagli)

BRUXELLES, 31 ottobre (Reuters) - Gli stati dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo sul trattamento dei nuovi crediti deteriorati introducendo alcune modifiche che ammorbidiscono le proposte della Commissione Ue dello scorso marzo, ma che dovranno essere approvate dal Parlamento Ue.

Il nuovo approccio, secondo una nota, prevede un allungamento dei tempi per la svalutazione degli Npl che potranno essere generati dai nuovi prestiti.

In particolare la bozza prevede l’innalzamento del periodo di svalutazione dei nuovi crediti non performing unsecured da due a tre anni.

Per quelli garantiti, l’accordo indica una nuova tempistica che è più rigida in alcune parti ma più morbida in altre rispetto alla proposta della Commissione Ue. I crediti non performing garantiti da immobili dovranno essere svalutati del 100% in nove anni anziché otto. Per quelli garantiti da collaterali ‘movable’ i tempi sono stati invece ristretti a sette da otto.

Ma soprattutto l’accordo fa slittare in avanti la data di applicazione delle nuove regole. Inizialmente era prevista a partire da marzo 2018 per tutti i crediti, con le banche che dunque avrebbero avuto tempo fino a marzo 2020 per una completa copertura delle perdite derivanti da crediti non garantiti.

Adesso, invece, solamente i crediti concessi dopo che le nuove regole verranno adottate saranno soggetti al nuovo trattamento, concedendo in questo modo alle banche più di tre anni per una svalutazione totale dei crediti non garantiti, ovvero quelli più rischiosi.

L’entrata in vigore delle nuove regole dipenderà da quando verrà trovato un accordo per approvare la normativa in sede parlamentare.

VITTORIA PER L’ITALIA

Le modifiche rappresentano un grande successo diplomatico per l’Italia, che per tanto tempo ha chiesto che le banche potessero disporre di più tempo per costruirsi le coperture contro i crediti deteriorati, temendo una tempistica più stringente. Gli Npl rappresentano in media solo il 3,6% del totale dei crediti delle banche a livello Ue, ma in Grecia pesano per quasi la metà dei crediti mentre in Italia il rapporto è di quasi il 10%.

Un rallentamento della crescita economica nell’area euro potrebbe inoltre aumentare il peso delle sofferenze.

Con un’attenzione ai timori di Grecia e Italia, gli stati Ue hanno concordato le modifiche all’ultimo minuto concedendo alle banche un alleggerimento dei tempi a fronte di richieste da parte delle Bce di fissare obiettivi più severi.

La proposta conferma inoltre che le nuove regole non si applicheranno allo stock di Npl esistenti.

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