October 4, 2018 / 10:42 AM / 2 months ago

Titoli Stato Italia, UniCredit calcola emissioni m/l 2019 260 mld, +25 mld

MILANO, 4 ottobre (Reuters) - UniCredit prevede per il Tesoro italiano esigenze di funding a medio lungo termine per 260 miliardi di euro nel 2019, 25 in più rispetto a quest’anno.

In un report dedicato al funding dell’Italia, pubblicato questa mattina, la banca calcola che ai poco più di 200 miliardi di titoli a medio lungo in scadenza da rifinanziare l’anno prossimo (di cui circa un 15% stimato in mano alla Bce), si aggiungeranno esigenze per circa altri 57 miliardi, se verrà confermato un deficit/Pil al 2,4%.

Partendo da tali cifre, UniCredit ipotizza alcuni scenari su come la dinamica dei tassi di mercato potrebbe impattare sul costo del debito del Tesoro.

SCENARI TASSI E COSTO FUNDING

Assumendo che la curva dei tassi italiani si mantenga sui livelli di questi giorni, UniCredit calcola quindi che a fine 2018 il costo medio del funding calerebbe al 2,70% pur nell’attuale situazione di stress, rispetto al 2,79% di fine 2017, mentre a fine 2019 il costo si porterebbe al 2,78%. L’effetto, secondo il report, sarebbe un aggravio di 3 miliardi dei costi sostenuti per il pagamento degli interessi.

Un secondo scenario, definito “molto negativo”, prevede uno slittamento verso l’alto di tutta la curva dei rendimenti italiani di 150 punti base rispetto alla situazione attuale. In questo caso UniCredit calcola un costo del funding al 2,74% a fine 2018 e al 3,06% a fine 2019, che si tradurrebbe in 8 miliardi in più di tassi di interesse a carico dello Stato.

Uno scenario infine più favorevole, basato sui tassi medi dei governativi italiani osservati nella prima metà di quest’anno, porterebbe a un costo del debito in discesa al 2,66% a fine 2018 e al 2,53% a fine 2019, garantendo risparmi sugli interessi passivi di un miliardo.

FUNDING 2018 IN LINEA CON ULTIMI ANNI

Per quel che riguarda invece la dinamica più immediata del funding, UniCredit osserva che l’offerta netta del Tesoro da qui a fine anno sarà ampiamente negativa: a fronte di emissioni a medio lungo ancora da effettuare per 35 miliardi, nel trimestre ottobre-dicembre ci saranno titoli in scadenza per 54 miliardi, e cedole in pagamento per 7,5, mentre la Bce, prevede il report, potrebbe assorbire ancora 1,8-2 miliardi di carta italiana prima della chiusura del Qe a fine anno.

Sull’intero 2018, UniCredit osserva che ad oggi il Tesoro ha completato l’83% delle esigenze annuali di finanziamento a medio lungo, complessivamente in area 235 miliardi (184 da scadenze e 50 da deficit); una percentuale, “grossomodo in linea” con la progressione del funding negli ultimi due anni, spiega la banca.

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