October 3, 2018 / 8:05 AM / 2 months ago

Confindustria vede rallentamento Pil, rischio procedura infrazione Ue

ROMA, 3 ottobre (Reuters) - Confindustria vede per il biennio 2018-2019 un rallentamento della crescita economica italiana e paventa il rischio che la Commissione europea apra una procedura di infrazione sui nuovi obiettivi di deficit annunciati dal governo Lega-M5s.

Il Pil, si legge nei nuovi scenari economici pubblicati dal Centro studi dell’associazione degli industriali, è stimato a +1,1% quest’anno (dall’1,3% di giugno) e a +0,9% nel 2019 (da +1,1%).

La flessione è legata, sul fronte estero, alla politica commerciale americana e alle turbolenze di alcune economie emergenti come Turchia e Argentina, mentre dal lato europeo ed interno pesano la fine del quantitative easing della Bce e l’aumento del rendimento sui Btp.

Il Csc vede il rapporto deficit/Pil all’1,8% del pil (da 1,9%) quest’anno e stima un livello tendenziale al 2% (da 1,4%) nel 2019, incorporando il mancato aumento dell’Iva, quando invece il governo ha già annunciato ufficialmente un obiettivo programmatico al 2,4% nei prossimi anni.

Il nuovo quadro del Csc assume inoltre una maggiore spesa per interessi di 1,3 miliardi nel 2018 e di 3,2 nel 2019, dovuta ad un tasso medio del 3% sui Btp a 10 anni.

L’esecutivo potrebbe migliorare i target del 2020 e del 2021 di fronte alla reazione negativa arrivata dei mercati e dell’Europa.

Con un deficit stabile al 2,4% fino al 2021, il Centro studi vede due rischi: “un ulteriore aumento dello spread sovrano” e un conflitto con Bruxelles, dovuto al fatto che non ci sarà alcuna riduzione del deficit strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum.

La Commissione ha chiesto infatti una correzione di 0,6 punti percentuali.

“L’avvio di eventuali procedure potrebbe avere una valenza politica, data la scadenza elettorale nella primavera del 2019 per rinnovare il Parlamento europeo. Ciò pone la Commissione europea in una difficile situazione”, si legge nel rapporto.

Il rapporto tra debito pubblico e Pil italiano è visto dal Csc al 130,9% del Pil dal 131,6% di giugno e a fronte del 131,2% di fine 2017. Il 2019 è confermato al 130,7%.

(Giuseppe Fonte)

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