September 27, 2018 / 2:57 PM / 2 months ago

Italia, Ue adotta basso profilo su manovra mentre incertezza scuote mercati

BRUXELLES, 27 settembre (Reuters) - A Bruxelles si attendono con trepidazione le decisioni del governo italiano sul target di deficit che sarà inserito nella Nota di aggiornamento al Def e che rischia di sfidare le regole europee e scuotere ulteriormente i mercati finanziari.

Nel timore che prese di posizione pubbliche possano infiammare l’onda euroscettica in Italia, i rappresentanti delle istituzioni europee hanno preferito restare in silenzio, ma informalmente ammettono “preoccupazioni” per l’economia italiana e le possibili ricadute su altri Paesi dalla zona euro.

“Lasciamo che parlino i mercati”, è il refrain ripetuto dagli esponenti e dai funzionari Ue, lasciando intendere che l’Italia potrebbe essere costretta alla disciplina di bilancio dall’aumento dei rendimenti dei propri titoli di Stato, che oggi hanno vissuto una seduta all’insegna della volatilità.

Un portavoce della Commissione europea non ha voluto espimere alcun commento sulla legge di bilancio italiana prima del suo invio a Bruxelles, previsto a metà ottobre.

In privato, i funzionari Ue ammettono che nessuno si aspetta l’Italia mantenga l’impegno di ridurre il deficit strutturale dello 0,6% del Pil l’anno prossimo. Il punto è capire fino a che punto verrà accettata una deviazione. Le regole Ue, estremamente complesse, prevedono che si possa deviare di un massimo di 0,5 punti precentuali nel corso di due anni.

I commissari economici Ue hanno ripetutamente affermato di aspettarsi che l’Italia l’anno prossimo riduca il deficit strutturale, misura che esclude gli effetti del ciclo economico ed entrare e spese una tantum.

Questo consentirebbe una riduzione dell’enorme debito pubblico italiano, il secondo in rapporto al Pil in Europa, dopo quello greco.

Non è stato chiarito pubblicamente quale livello di deficit nominale sia compatibile con questi obiettivi, ma i funzionari Ue hanno informalmente detto che un disavanzo tra 1,5 e 1,7% del Pil potrebbe portare ad una riduzione del debito.

Un deficit nominale di 1,8% in rapporto al Pil potrebbe essere compatibile con una riduzione del debito, che viaggia intorno al 130% el Pil, soltanto in circostanze estremamente favorevoli.

La Commissione ha detto di aver raggiunto un “punto d’incontro” sugli obiettivi di bilancio con il ministro dell’Economia Giovanni Tria, ma molti nel governo spingono per spingere il deficit oltre il 2%, per consentire di realizzare le pormesse elettorali su taglio delle tasse, abbassamento dell’età pensionabile e reddito minimo. Questo potrebbe superare i paletti fissati da Bruxelles.

La reazione dell’Unione europea dipenderà da quanto l’Italia cercherà di piegare le regole. La Commissione potrebbe respingere la bozza della manovra di bilancio di Roma dopo averla ricevuta a metà ottobre ma sarebbe “un’opzione nucleare”, mai usata contro gli stati membri della zona euro che hanno infranto le regole.

Più probabilmente la Commissione per decidere se aprire una procedura d’infrazione contro Roma potrebbe aspettare fino alla primavera, quando si conosceranno i numeri definitivi sul deficit di quest’anno.

Ma anche tale scadenza è estremamente vicina alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Ue in maggio, e le considerazioni politiche potrebbero influire pesantemente sulla decisione.

(Francesco Guarascio)

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