July 19, 2018 / 4:25 PM / 4 months ago

Bce, sostegno a Weidmann non sarebbe buona scelta per Italia - Borghi

ROMA, 19 luglio (Reuters) - Per l’Italia non sarebbe una buona scelta sostenere l’attuale presidente della Bundesbank Jens Weidmann alla presidenza della Banca centrale europea perché le sue idee rigoriste potrebbero portare l’Europa allo sfacelo.

Lo ha detto a Reuters il responsabile economico della Lega Claudio Borghi.

Mario Draghi lascerà la guida della Bce nel novembre del 2019.

Sebbene il nome del banchiere centrale tedesco non sia stato proposto da nessuno ufficialmente, Weidmann è considerato l’opzione più immediata dal momento che la Germania non ha mai avuto un proprio presidente dalla nascita della Bce.

Ma Borghi, che dal mese scorso presiede la commissione Bilancio della Camera dopo aver partecipato alla stesura del programma di governo con il Movimento 5 Stelle, ha detto a Reuters che Weidmann “non sarebbe una buona scelta per l’Italia per il suo atteggiamento rigorista”.

“Sono le politiche restrittive sulla moneta e l’economia che potrebbero portare l’Europa allo sfacelo”, ha detto ancora Borghi.

“Atteggiamenti più garantisti sul debito ci hanno invece dato una mano quando l’euro era in fase di dissoluzione. Draghi lo ha tenuto insieme”.

L’Italia non ha potere di veto sulla scelta del successore di Draghi ma tradizionalmente i presidenti della Bce sono stati scelti dopo un accordo tra i principali paesi della zona euro. L’opposizione dell’Italia, dunque, rappresenterebbe per Weidmann un grosso ostacolo.

Il governatore della Bundesbank si è attirato diverse critiche per essersi schierato contro la politica ultra accomodante decisa dalla BCE per rilanciare la crescita economica.

Nel 2016 ha criticato lo scarso impegno dell’Italia nel ridurre il debito pubblico innescando la reazione dell’allora presidente del Consiglio di centro-sinistra Matteo Renzi.

Questo mese, Weidmann ha detto in una intervista radiofonica che il prossimo capo della Bce dovrà essere in grado di stringere i rubinetti dopo anni di stimoli monetari.

Borghi, un economista euroscettico autore del manuale della Lega ‘Basta Euro’, ha aggiunto che al momento è “prematuro dire chi sosterrà l’Italia” per la poltrona più importante di Francoforte.

L’esponente leghista non si sbilancia neanche sulla scelta del prossimo presidente del consiglio di sorveglianza sulle più grandi banche della zona euro.

Tre fonti italiane vicine alla situazione si aspettano che l’attuale presidente dell’Eba Andrea Enria presenti la sua candidatura. Una delle fonti ha detto che un altro possibile candidato italiano potrebbe essere Ignazio Angeloni, attuale membro del consiglio.

“Non commento sui nomi. In tutte le sedi cercheremo di presentare la candidatura di pesone adatte e capaci e che abbiano a cuore l’interesse italiano”, ha detto Borghi.

(Giselda Vagnoni ed Elvira Pollina)

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