May 9, 2018 / 10:01 AM / a month ago

Bankitalia: mantenere adeguato avanzo, non indebolire riforma pensioni

ROMA, 9 maggio (Reuters) - La riduzione significativa del debito pubblico richiede il “conseguimento e il mantenimento di un ampio avanzo primario di bilancio”.

Lo dice la Banca d’Italia sottolineando che i paesi molto indebitati, pur se fondamentalmente solvibili, “sono comunque esposti al rischio di crisi di liquidità”.

La dinamica dell’avanzo primario è “la bussola” cui guardano gli investitori. “Se ora esitassimo o tornassimo indietro, resteremmo esposti al rischio di una crisi di fiducia, che potrebbe rendere tutto il percorso più arduo e costoso”, dice Luigi Federico Signorini, vice direttore generale della Banca d’Italia, durante un’audizione in Parlamento sul Documento di economia e finanza (Def).

Nel quadro tendenziale dell’esecutivo uscente l’avanzo primario sale dall’1,5% dell’anno scorso fino al 3,7% previsto per il 2021.

Secondo Via Nazionale, mantenendo l’avanzo al 3,7%, con un tasso di crescita annuo intorno all’1%, un’inflazione al 2% e ipotizzando che l’onere medio del debito cresca gradualmente verso i valori osservati prima della crisi, il rapporto tra debito e Pil impiegherebbe circa 10 anni per riportarsi al 100%.

Il rinanamento del bilancio presuppone inoltre che non si indeboliscano le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi decenni. “È uno dei punti di forza della finanza pubblica italiana”, dice Signorini. Il debito si riduce anche stimolando il prodotto interno lordo. Le risorse necessarie dovrebbero essere raccolte attraverso “una ricomposizione del bilancio favorevole alla crescita”.

Bankitalia ribadisce che “inasprimenti della tassazione ordinaria della proprietà e del consumo tendano normalmente ad avere effetti relativamente più limitati sull’occupazione e, soprattutto nel medio periodo, sulla crescita”.

Di converso, inasprimenti fiscali su redditi da capitale e da lavoro inducono sia effetti recessivi di natura congiunturale, “sia effetti negativi di più lungo termine sulla capacità produttiva del paese”.

Analizzando la congiuntura, Bankitalia conferma le stime diffuse a gennaio che indicano un aumento del prodotto dell’1,4%quest’anno e dell’1,2% sia nel 2019 sia nel 2020. “Continuiamo a ritenere che questo rimanga lo scenario più probabile”.

L’indebolimento dell’attività manifatturiera nei primi due mesi del 2018 potrebbe essere temporaneo. “Nostre stime, che sfruttano informazioni aggiornate sull’andamento dei consumi elettrici e dei flussi di trasporto, suggeriscono un parziale recupero della produzione industriale in marzo”, prosegue Signorini.

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