May 3, 2018 / 10:44 AM / 7 months ago

PUNTO 1-Italia, Ue conferma stima crescita 2018 e 2019 ma vede rischi al ribasso

* Commissione conferma stime crescita 2018 1,5% e 2019 1,2%

* Debito/Pil 2018 a 130,7%, 2019 a 129,7%

* Deficit/Pil 2018 a 1,7%, 2019 a 1,7%

* Deficit strutturale 2018 1,7%, 2019 2%

* Tasso disoccupazione 2018 10,8%, 2019 10,6%

* Inflazione armonizzata media 1,2% in 2018 1,2%, 1,4% in 2019 1,4% (Aggiunge dettagli e contesto, commenti Moscovici in conferenza stampa)

MILANO, 3 maggio (Reuters) - La Commissione Ue confermato le stime sulla crescita italiana per il 2018 e il 2019, ma non nasconde un aumento dei rischi al ribasso per l’outlook economico del paese.

È quanto emerge dalle stime di primavera, in cui Bruxelles lima comunque al ribasso le previsioni su deficit e debito.

La Commissione prevede un’espansione del Pil dell’1,5% quest’anno “largamente sostenuta dalla domanda interna”, mentre per il prossimo è atteso un rallentamento all’1,2%.

Le nuove proiezioni Ue sono da confrontare con il Def presentato la settimana scorsa dal governo uscente di Paolo Gentiloni: 1,5% su quest’anno e 1,4% sul prossimo.

Le precedenti stime Ue sul Pil italiano risalgono invece alle ‘Winter Forecast’ di febbraio.

Per l’anno in corso la Commissione parla di una crescita dei consumi delle famiglie in linea con il “moderato outlook di salari e occupazione” mentre gli incentivi fiscali e le favorevoli condizioni di finanziamento dovrebbero dare sostegno agli investimenti in macchinari.

Dalla bilancia commerciale, si legge nelle due pagine dedicate all’Italia, non dovrebbe invece arrivare alcun contributo alla crescita 2018 come conseguenza del previsto aumento delle importazione legate agli investimenti (oltre che del maggiore costo dell’energia importata) a fronte di un rallentamento della crescita dell’export, a causa anche dell’impatto dell’euro forte.

MINORE SOSTEGNO DA CRESCITA GLOBALE

Nel 2019, prevede Bruxelles, l’Italia continuerà a crescere oltre il potenziale ma risentirà di una domanda globale che darà meno sostegno e della chiusura dell’output gap. La crescita degli investimenti rallenterà, mentre la crescita dei consumi privati dovrebbe rimanere “sostenuta”.

“I rischi per la crescita sono diventati più indirizzati verso il basso”, avverte. “L’incertezza della politica economica è diventata più pronunciata e, qualora dovesse prolungarsi, potrebbe rendere i mercati più volatili e intaccare la fiducia economica e i premi al rischio”.

Allo stesso tempo la Commissione intravede un aspetto potenzialmente positivo nel fatto che la crescita degli investimenti potrebbe avere benefici maggiori del previsto sulla produttività e, in ultima analisi, sulla crescita.

CONTI PUBBLICI E STALLO POLITICO, MOSCOVICI RIMANDA A 23 MAGGIO

Sul fronte dei saldi di finanza pubblica, la Commissione conferma il calo del debito/Pil rispetto al picco di 131,8% del 2017: le nuove previsioni indicano una discesa al 130,7% quest’anno (da 130,8% della precedente stima, risalente allo scorso novembre) e al 129,7% il prossimo (dalla precedente stima di 130,0%). Nel Def — che presenta soltanto proiezioni tendenziali e non programmatiche, in attesa di un nuovo governo che metta mano alla politica economica e fiscale — il debito è indicato a 130,8% quest’anno e 128% il prossimo.

Il rapporto deficit/Pil — anche in questo caso ipotizzando nessuna modifica delle politiche — si dovrebbe attestare 1,7% quest’anno (rispetto all’1,8% della stima di novembre) e allo stesso livello nel 2019 (da 2%). Le indicazioni del Def del 26 aprile — due giorni dopo la ‘cut off date’ su cui si basano le proiezioni Ue — sono di 1,6% quest’anno e 0,8% il prossimo.

Il deficit strutturale è infine visto a 1,7% del Pil nel 2018 e 2% nel 2019, contro rispettivamente 2% e 2,4% attesi nelle stime d’autunno.

Nell’incontro con la stampa, che come di consueto illustra l’aggiornamento delle stime macro, il responsabile per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici respinge cortesemente domande specifiche sulla situazione italiana.

Alla domanda se Bruxelles consideri lo stallo politico un rischio che possa compromettere il percorso delle riforme, il commissario spiega di non poter fare commenti sul quadro di politica interna, ma garantisce che Bruxelles ragiona con “prudenza ma speranza che l’Italia resti un paese ‘core’ nel rispetto delle regole che ha collaborato a redigere insieme ai partner europei”.

Quanto invece al mancato rientro del disavanzo strutturale — vale a dire la richiesta di una correzion 2017 pari a 0,3% del Pil che l’Italia non ha accolto — Moscovici non fa che dare appuntamento al 23 maggio prossimo, data in cui la Commissione presenterà le raccomandazioni ‘country specific’.

MERCATO LAVORO

La Commissione prevede la continuazione del trend positivo nel mercato del lavoro in atto dal 2015.

L’occupazione, si legge nel documento di Bruxelles, crescerà “ampiamente in linea” con l’attività economica del paese, ma dovrebbe beneficiare anche del nuovo pacchetto triennale di sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato (che riguardano gli under 35 al primo contratto di lavoro).

Il tasso di disoccupazione è previsto sotto quota 11% quest’anno (10,8%) e in ulteriore riduzione il prossimo (10,6%).

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