April 27, 2018 / 3:12 PM / 3 months ago

RPT - PUNTO 1-Italia, funding banche non impattato da modifica haircut -Bankitalia

(ripete senza variazioni)

MILANO, 27 aprile (Reuters) - L’accesso delle banche italiane al rifinanziamento non subirà un impatto negativo dalle modifiche degli haircut introdotte dalla Bce a partire da aprile.

Secondo quanto scrive Bankitalia nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria, tali misure determineranno complessivamente una riduzione del valore cauzionale delle attività attualmente conferite di circa l’1%, ovvero 3 miliardi, mentre per i titoli fuori dal cosiddetto ‘collateral pool’ (ovvero quelle non conferite direttamente in banca centrale per un pronto utilizzo) si avranno “impatti trascurabili”.

Nel mese di febbraio, ricorda via Nazionale, il Consiglio Bce ha deciso di estendere la validità delle regole relative ai prestiti bancari aggiuntivi (additional credit claims) fino a marzo 2021, data di scadenza dell’ultima operazione di rifinanziamento a lungo termine Tltro; l’utilizzo di tali prestiti da parte delle banche italiane è pari a 32 miliardi.

‘COLLATERAL POOL’

Nello stesso rapporto via Nazionale spiega che l’ammontare degli attivi utilizzabili dalle banche italiane come collaterale nelle operazioni presso l’Eurosistema “rimane ampio, anche se in calo rispetto a settembre del 2017 a seguito della riduzione di titoli di Stato nel portafoglio delle banche”.

Ad essere diminuite, si legge, sono sia le attività depositate presso la Banca d’Italia (appunto il collateral pool) sia i titoli negoziabili non vincolati al di fuori del collateral pool.

“Il peso dei titoli di Stato nel collateral pool è sceso a favore dei prestiti bancari e delle cartolarizzazioni” informa Bankitalia. “A fronte di un ricorso pressoché costante all’Eurosistema, la quota di attività utilizzate come garanzia (asset encumbrance) dalle banche italiane significative è stabile poco al di sotto del 30%, un valore prossimo a quello delle principali banche europee (28%). Per le banche meno significative è aumentata al 24% (22% nel settembre del 2017) per effetto del maggior ricorso al mercato dei pronti contro termine”.

LIQUIDITÀ ELEVATA

Nel complesso, prosegue il rapporto, le esigenze di finanziamento delle banche italiane “continuano a essere soddisfatte dalla sostenuta espansione dei depositi”, mentre il ricorso alla liquidità dell’Eurosistema è rimasto pressoché costante da marzo 2017, ovvero dall’ultima operazione Tltro2 (al 20 aprile scorso ammontava a 251 miliardi).

“La liquidità in eccesso detenuta dalle banche italiane è alta, anche in ragione dei bassi rendimenti che riducono la convenienza a impiegarla sul mercato monetario” osserva Bankitalia.

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