April 19, 2018 / 3:17 PM / 8 months ago

Def settimana prossima, Pil 2018 a +1,6%, poi rallenta per Iva - fonti

ROMA, 19 aprile (Reuters) - A meno di un’accelerazione negli sviluppi del quadro politico, il governo uscente approverà la prossima settimana il Def con stime di crescita che mostrano una revisione al rialzo per il 2018, mentre 2019 e 2020 risentono anche dell’effetto recessivo dell’aumento automatico di Iva e accise, inevitabile in uno scenario tendenziale.

Secondo quanto riferiscono due fonti vicine alla situazione, nel Documento di Economia e Finanza, la crescita del Pil 2018 sarà rivista a +1,6% dal +1,5% di fine settembre, quella del 2019 verrà indicata a +1,4%, quella del 2020 a +1,3%.

Le maggiori aliquote di Iva e accise si tradurranno automaticamente nei due anni in oltre 30 miliardi di maggiori imposte complessive, in assenza di manovre compensative analoghe a quelle approvate negli ultimi anni, vista la natura non programmatica di questo documento.

Domenica 22 il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan torna da Washington dove sono in corso le riunioni annuali Fmi e Banca Mondiale. “Poi ogni giorno è buono, prima del 25 aprile o appena dopo”, spiega una delle fonti.

Alla luce dell’empasse nella formazione del nuovo governo, il Def non potrà incorporare stime legate a decisioni di politica economica, come ha detto lo stesso ministero dell’Economia nelle scorse settimane.

La scadenza di legge del 10 aprile, secondo le fonti, non è stata rispettata anche per una differenza di vedute tra Palazzo Chigi, più propenso a prendere tempo, e Via XX Settembre che invece spingeva per presentare il documento entro i tempi.

Nei giorni scorsi la diffusione di dati macroeconomici poco incoraggianti, soprattutto quello della produzione industriale in calo anche a febbraio, aveva fatto ipotizzare al ministero dell’Economia una possibile revisione del Def tendenziale, e quindi una nuova richiesta di validazione all’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), l’Authority per i conti pubblici, dice una fonte.

L’intenzione di approvare il Def in Consiglio dei Ministri la settimana prossima anticipa poi la diffusione da parte dell’Istat, in programma il 2 maggio, della stima preliminare del Pil del primo trimestre, attesa da Bankitalia a un modesto +0,2% su trimestre. Dopo il dato, una revisione del Def sarebbe stata difficilmente evitabile, spiega una fonte.

DEF IN PARLAMENTO

Dopo il passaggio a Palazzo Chigi, il Def sarà discusso nelle commissioni speciali di Camera e Senato, in assenza delle commissioni Bilancio non ancora costituite, per poi passare in aula tra Camera e Senato.

Qui ogni partito potrà presentare la sua risoluzione sul Def. La possibilità, dice la fonte vicina alla situazione, è che in assenza del nuovo governo, ogni forza politica presenti un proprio testo e alla fine nessuno, neppure quello del governo uscente, ottenga un voto a maggioranza.

È stata accantonata, invece, un’ipotesi alternativa del governo Gentiloni, di non presentare il Def tendenziale vero e proprio ma una relazione economica con contenuti simili in forma differente, perché un simile documento non potrebbe essere accettato da Bruxelles.

La scadenza per presentare alla Commissione Ue il documento programmatico di bilancio è il 30 aprile, ma Bruxelles, come già fatto in casi analoghi di Paesi senza nuovo governo dopo le elezioni, ha già annunciato di voler dare più tempo all’Italia.

(Giuseppe Fonte e Luca Trogni)

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