March 21, 2018 / 2:28 PM / 6 months ago

PUNTO 1-Npl, addendum migliorato ma occorre superare differenze con Ue - Abi

(Aggiunge dichiarazioni Patuelli)

MILANO, 21 marzo (Reuters) - Il comitato esecutivo dell’Abi, che si è riunito oggi a Milano, ha preso atto dei miglioramenti apportati al testo dell’addendum della Bce sulla gestione degli Npl ma ravvisa la necessità di superare il disallineamento esistente rispetto alle proposte in materia della Commissione Ue.

Nella delibera approvata oggi all’unanimità dall’esecutivo, si rileva inoltre che l’addendum “non impone obblighi generalizzati per le banche e non produce effetti giuridici obbligatori, pertanto non è una misura di primo pilastro”.

L’esecutivo considera poi “essenziale la coerenza tra i diversi livelli delle fonti normative e il pieno raccordo tra le diverse autorità europee”.

L’addendum alle linee guida della Bce sugli Npl si applica a partire dall’1 aprile e avrà impatto sui requisiti Srep del 2021 con una previsione di piena copertura dei crediti deteriorati non garantiti in due e di quelli garantiti in sette anni, con un minimo del 40% a partire dal terzo. La Commissione Ue ha indicato due anni per gli ‘unsecured’ e otto anni per i secured, con una gradualità meno impegnativa rispetto all’addendum.

“La stesura pubblicata a metà marzo ha fatto passi in avanti ma non abbiamo certezza del diritto prospettica perché la Commissione Ue ha avanzato proposte che non sono conclusive e dovranno andare all’esame del Parlamento e del Consiglio e di conseguenze le normative sugli Npl non sono stabilizzate”, ha osservato il presidente di Abi Antonio Patuelli al termine dell’esecutivo.

“Peraltro fra addendum e proposte Ue non c’è identità e lo si vede nel disallineamento in maniera emblematica sulle indicazioni dei sette o otto anni che non è una cosa da nulla. La forza giuridica dell’addendum non è identica a quella di un documento che sarà approvato dal Trilogo [Parlamento, Consiglio e Commissione Ue ndr] ma il problema per chi dovrà applicare queste normative è avere normative coerenti e non disallineate”, ha proseguito auspicando che i tempi di discussione della proposta della Commissione Ue “siano stretti”.

L’Abi invita inoltre il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue a valutare le proposte della Commissione “tenendo conto degli impatti sulle imprese e sull’erogazione del credito”.

“C’è poi la preoccupazione del peso di queste nuove normative, tutte, ancorché disallineate e non completate, nei confronti delle imprese in Italia in genere e soprattutto delle piccole e medie imprese”, ha spiegato Patuelli.

“Noi come Abi avanzeremo delle proposte per cercare di limitare il più possibile questi rischi nei rapporti di credito con le imprese italiane nello sviluppo del dibattito nel Trilogo, a cominciare dal Parlamento europeo. Ci muoveremo in maniera sempre costruttiva innanzitutto a livello di Parlamento europeo per ottenere che le norme per la stabilità bancaria non appesantiscano le prospettive di una più solida ripresa dello sviluppo e dell’occupazione in Italia”, ha proseguito.

“La stabilità bancaria è assolutamente un valore però la ripresa non ne deve soffrire. Quindi noi dobbiamo guardare a ulteriori miglioramenti a queste normative che non sono completate e che sono in fieri”, ha concluso Patuelli.

(Gianluca Semeraro)

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