February 1, 2018 / 4:16 PM / 10 months ago

Intesa SP pronta per nuovo piano, focus su Npl, wealth management, dividendi

di Gianluca Semeraro

MILANO, 1 febbraio (Reuters) - Intesa Sanpaolo si prepara alla prova del mercato del 6 febbraio con la presentazione del nuovo piano strategico che avrà come priorità la riduzione nel breve dello stock di crediti non performing e tra i punti focali il wealth management e la remunerazione degli azionisti.

La banca arriva a questo appuntamento con numerosi galloni guadagnati sul campo: negli anni della crisi finanziaria ha fatto un solo aumento di capitale (da 5 miliardi nel 2011), ha sempre distribuito dividendi mantenendo coefficienti patrimoniali di assoluta tranquillità.

Chiude il piano in scadenza, che all’epoca della presentazione fu definito sfidante dal mercato, centrando tutti gli obiettivi e in particolare la distribuzione di 10 miliardi di dividendi nel periodo 2014-17, pur in un contesto che si è dimostrato più difficile delle premesse.

Il nuovo piano potrà invece beneficiare di uno scenario macroeconomico in prospettiva più sereno con l’Italia ben avviata su un percorso di crescita e tassi destinati in un arco temporale di medio termine a imboccare la strada del rialzo.

Il rinvio di 2-3 anni per l’alleggerimento della quota di Compagnia di San Paolo (primo socio con l’8,3%) entro i limiti previsti dal protocollo Mef conferisce ulteriore stabilità all’azionariato che vede tra i principali azionisti un altro baluardo italiano, la Fondazione Cariplo, al 4,836%.

SU NPL ATTESA REVISIONE TARGET, RIDUZIONE STOCK E’ PRIORITA’

Sul fronte Npl, spina nel fianco di tutte le banche italiane, Intesa finora è riuscita a fare da sola, riducendo negli ultimi due anni lo stock di 11 miliardi a 53,6 miliardi.

Ora si prepara a un deciso balzo in avanti e ha intavolato trattative con la svedese Intrum Justitia per la possibile cessione della piattaforma di gestione che fa capo a Capital Light Bank e di un pacchetto di Npl, che secondo fonti, sarà tra 10 e 12 miliardi di euro.

“La riduzione dello stock di npl è la priorità dato che accelera il recupero interno”, ha infatti detto qualche giorno fa il Ceo Carlo Messina in un’intervista a Reuters da Davos.

Le trattative con Intrum prevedono un’esclusiva fino a marzo, ma già nel piano saranno rivisti i target esistenti sulla riduzione di Npl. Con il vecchio piano Intesa punta a un Npe ratio (rapporto tra crediti deteriorati e impieghi) al 10,5% (dal 12,8% di fine settembre).

D’altronde la Bce chiede a tutte le banche, secondo quanto riferito da più fonti vicine alla situazione, un rapporto sotto il 10% già nel breve periodo e in linea con la media europea intorno al 5% nel più lungo periodo.

PIANO ESPANSIONE E NON TAGLI, OCCHI SU WEALTH MANAGEMENT

“Sarà un piano di espansione, non di tagli”, commenta una fonte vicina alla situazione.

Prima di Natale Intesa ha infatti già concluso un accordo con i sindacati per 9.000 uscite volontarie entro il 2020 a fronte di 1.500 assunzioni con risparmi annui a regime per 675 milioni. E finora la banca è stata sempre molto attenta al taglio dei costi con un cost/income ratio attorno al 50%, tra i più bassi in Europa.

Escluse tuttavia grosse operazioni straordinarie all’orizzonte: la suggestione di un matrimonio con Credit Agricole, contenuta in un report di Mediobanca Securities, è stata infatti seccamente smentita da Messina.

Ma anche nel wealth management, settore per il quale Intesa da tempo ha ambizioni di crescita, “abbiamo un significativo potenziale di crescita interna”, ha dichiarato Messina rispondendo su possibili acquisizioni nel comparto.

Piuttosto si cercheranno maggiori sinergie interne tra le diverse società del gruppo, in particolare nel risparmio gestito e nell’assicurazione Vita. E nei prossimi otto anni Intesa punta a diventare leader in Italia anche nei rami Danni.

Nel risparmio gestito Intesa nel 2017 ha raccolto 1,36 miliardi con un patrimonio gestito di quasi 400 miliardi, seconda soltanto al gruppo Generali.

Capitolo dividendi: Intesa vuole essere “un distributore significativo di dividendi”. Dopo i 10 miliardi dell’ultimo quadriennio, la banca fisserà i nuovi obiettivi in termini di payout.

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