27 novembre 2017 / 13:35 / tra 15 giorni

Consiglio Ue dice che Bce non ha mandato per misure su crediti deteriorati

di Francesco Guarascio

BRUXELLES, 27 novembre (Reuters) - La Banca centrale europea non ha un mandato a supporto del suo piano di chiedere alle banche dell‘area euro di accantonare più denaro per coprire le sofferenze.

Lo dice il Consiglio Ue in un parere giuridico che assesta un ulteriore colpo alla proposta avanzata dalla Bce.

Per prevenire l‘accumularsi di nuove sofferenze su uno stock esistente di crediti deteriorati che vale quasi 850 miliardi di euro, la Bce vuole introdurre nuove linee guida. Nel contestato addendum a queste linee gioda, c‘è una deadline di due anni, a partire da gennaio, entro cui le banche dovranno portare al 100% gli accantonamenti per qualsiasi debito deteriorato di nuova classificazione non garantito.

La bozza di piano è in pubblica consultazione fino alla prossima settimana, e ha incontrato l‘opposizione di vari ambienti tra cui il Parlamento europeo e adesso il Consiglio Ue, l‘altro organo legislativo che rappresenta i governi degli stati membri.

Il documento non vincolante del Consiglio, visionato da Reuters e datato 23 novembre, afferma che le norme su cui si basano i poteri di supervisione della Bce sulle banche dell‘euro zona “impediscono alla Bce di adottare strumenti di soft law, quali la bozza di addendum alle regole per le banche sui crediti deteriorati”.

La Bce non può adottare misure “mirate ad assicurare la conformità da parte delle banche a criteri di accantonamento minimo, che non sono, o non sono ancora, oggetto di armonizzazione da parte del legislatore europeo”, si dice nel documento.

Questa posizione richiama quella dei servizi legali del Parlamento europeo, secondo cui la Bce, con le sue proposte di linee guida, scavalcherebbe l‘autorità del parlamento.

Le regole Ue affermano che i supervisori possono imporre misure di capitale vincolanti su banche specifiche ma non sull‘intero sistema bancario.

La numero uno dell‘Ssm, Daniele Nouy, ha detto che le linee guida non sono assimilabili alle leggi. Nouy ha difeso il suo piano, ma ha lasciato intendere che è possibile posticiparne l‘entrata in funzione.

Il documento sarà discusso martedì dagli inviati economici degli stati Ue, che si incontreranno per preparare la riunione mensile dei ministri delle Finanze degli stati membri, dicono funzionari dell‘Unione.

“Gli stati solitamente seguono i pareri giuridici, sebbene le decisioni finali siano politiche”, ha detto a Reuters un funzionario.

Dopo il meeting del 6 novembre dei ministri delle finanze dell‘Ue, il presidente dell‘Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che c‘era “un accordo generale” in favore dell‘approccio della Bce ai crediti deteriorati.

Il ministro dell‘Economia italiano, Pier Carlo Padoan, ha poi dissentito, e ha chiesto di concedere più tempo alle banche per adattarsi ai requisiti più stringenti.

Le banche italiane sono tra le più colpite dai problemi causati dai crediti deteriorati, e hanno paura che raggiungere troppo velocemente obiettivi di accantonamento elevati possa colpire i loro bilanci.

Gli stati europei hanno concordato a luglio un piano per affrontare l‘accumularsi di Npl dando mandato alla Commissione di presentare misure legislative che possano chiedere alle banche di provvedere agli Npl attraverso una maggiore liquidità per i prestiti di nuova emissione. La Commissione farà le sue proposte il prossimo anno.

Istituzioni europee in guerra tra loro che non riescono a risolvere i conflitti in altro modo, potrebbero portare le questioni di fronte alla Corte di giustizia Ue.

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