15 novembre 2017 / 12:58 / in un mese

Governo rivendica crescita e calo deficit mentre Ue prepara lettera

ROMA, 15 novembre (Reuters) - Il governo difende i risultati raggiunti su crescita e calo del deficit, dopo che la Commissione europea ha deciso di inviare a Roma una nuova lettera di chiarimento sulla manovra 2018 e sui conti 2017.

“In quest‘anno abbiamo assistito a una risalita del Paese dal punto di vista economico”, ha detto Gentiloni all‘inaugurazione dell‘anno accademico dell‘Università Cattolica a Roma, riferendosi alle stime sul Pil del terzo trimestre diffuse ieri da Istat (+0,5% congiunturale e +1,8% su anno).

“Abbiamo migliorato molto la situazione del deficit italiano ... e chi è abbagliato dalla retorica del fanalino di coda deve vedere che è così”, ha aggiunto.

Sempre stamani, il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan, in un‘intervista a Cnbc, ha detto di sperare in una crescita anche superiore all‘1,5% a cui il governo punta, oltre che per quest‘anno, per il 2018 e il 2019.

Le difficoltà italiane rispetto all‘Europa sono certificate anche da Istat. In un rapporto di oggi emerge che il valore aggiunto dall‘intera economia italiana nel 2016 è cresciuto dello 0,9% dopo il +1% registrato l‘anno prima, contro +2,1% della media Ue, mentre la produttività del lavoro è scesa dell‘1% (dopo +0,1% nel 2015) contro +0,7% dell‘Unione.

All‘Italia l‘Ue aveva chiesto un aggiustamento strutturale pari allo 0,6% del Pil nel 2018. Il governo ha preso un impegno solo per lo 0,3% quando ha presentato la legge di Bilancio a metà ottobre.

La Commissione ha stimato però che l‘attuale sforzo strutturale sia solo dello 0,2% e ritiene a rischio anche la correzione 2017 dal punto di vista strutturale.

Sull‘argomento Yoram Gutgeld, commissario straordinario per la spending review, oggi ha inviato via Twitter “un rinfresco di memoria” al numero due della Commissione Jyrki Katainen, che ieri ha negato i progressi italiani ricordandogli che nel 2013-2017 il Pil è passato da -1,7% all‘1,5% stimato, il deficit dal 3% al 2,1%, la spesa pubblica è calata e l‘occupazione salita.

“La critica costruttiva è sempre benvenuta. Accuse ignoranti da parte di questo campione del rigore sono patetiche”, ha twittato Gutgeld, sottolineando che la Finlandia tra il 2011 e il 2014, quando Katainen era primo ministro, ha registrato aumenti del debito e della spesa pubblica rispettivamente dell‘11,7% e del 3,7% del Pil.

(Antonella Cinelli)

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