2 novembre 2017 / 14:31 / in un mese

Banche, pressioni su Bce contro regole più stringenti su debito sovrano

di Francesco Canepa

FRANCOFORTE, 2 novembre (Reuters) - Alcune delle maggiori banche mondiali stanno facendo pressione sulla Banca centrale europea per evitare norme che le costringano ad accantonare capitale a fronte dei titoli di Stato che detengono, come mostrano documenti pubblicati dalla Bce.

La misura è tra quelle discusse dai regolatori internazionali ed europei per spezzare il circolo vizioso tra banche e governi che ha acuito la crisi del 2010-2011 nella zona euro.

Ma la misura potrebbe comportare miliardi di euro di capitale aggiuntivo per le banche della zona euro, che detengono titoli di Stato del blocco per quasi 2.000 miliardi di euro.

I banchieri che hanno preso parte all‘ultimo gruppo di contatto del mercato dei titoli di Stato della Bce, il 10 ottobre, hanno messo in guardia contro i rischi legati all‘introduzione troppo rapida o a livelli eccessivi di simili coefficienti di ponderazione del rischio, secondo i resoconti della riunione pubblicati sul sito della Bce.

“Una transizione ad una ponderazione del rischio non neutro per il debito sovrano dev‘essere molto graduale per evitare vendite massicce di titoli di Stato e maggiore volatilità”, ha detto Kevin Gaynor della banca giapponese Nomura nella sua presentazione al gruppo.

La Bce, che tiene periodicamente questi incontri per avere feedback e opinioni da chi partecipa al mercato, è stata criticata il mese scorso da un gruppo di attivisti perché troppo vicina al settore finanziario.

Oltre ad essere il principale supervisore del settore bancario per l‘eurozona, la Bce fa parte del Comitato di Basilea di regolatori globali che stendono le regole volte a rafforzare il sistema bancario mondiale dopo le crisi finanziarie.

Consiglia inoltre il Parlamento europeo su questioni finanziarie, inclusa l‘imminente revisione di regolamento e direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV).

“Alcuni membri hanno sottolineato che il trattamento del debito sovrano nella imminente revisione di CRD IV/CRR potrebbe essere fonte di preoccupazione”, emerge dai resoconti della riunione.

“Se i livelli di ponderazione del rischio per il debito sovrano delle banche fossero fissati troppo in alto, questo potrebbe bloccare il modello di primary dealer... e portare ad aumenti dei rendimenti dei titoli di stato, almeno durante il periodo transitorio”.

Alla riunione hanno preso parte rappresentanti di BNP Paribas, Goldman Sachs e Commerzbank, come pure altri grandi istituti e compagnie assicurative.

E’ stata presieduta dal capo delle operazioni di mercato della Bce ed erano presenti esponenti delle banche centrali di Spagna, Francia, Italia e Germania.

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