13 ottobre 2017 / 17:36 / 2 mesi fa

Governo estende Golden power a soggetti extra Ue in settori high tech

ROMA, 13 ottobre (Reuters) - Il governo estende i propri poteri speciali anche a operazioni compiute da aziende extra europee nei settori ad alta tecnologia per potenziare la tutela della sicurezza e dell‘ordine pubblico.

Lo rende noto il comunicato del Consiglio dei ministri di oggi che ha inserito la norma nel decreto fiscale.

Vengono poi estese anche al settore dell‘alta tecnologia le sanzioni per mancata notifica già previste per comunicazioni, trasporti ed energia.

“Si è provveduto ad estendere, con esclusivo riferimento alle ipotesi di operazioni poste in essere da soggetti esterni all‘Ue, l‘ambito di applicazione dei poteri speciali nel quadro della garanzia della sicurezza ed ordine pubblico”, spiega la nota citando i settori ad alta intensità tecnologica che comprendono “le infrastrutture critiche o sensibili, tra cui immagazzinamento e gestione dati e le tecnologie critiche, compresa l‘intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, le tecnologie con potenziali applicazioni a doppio uso, la sicurezza in rete, la tecnologia spaziale o nucleare”.

Inoltre, il governo ha inserito una specifica ipotesi sanzionatoria per il caso di mancata notifica.

Nei mesi scorsi Francia, Germania e Italia avevano chiesto alla Ue una più stretta vigilanza delle acquisizioni estere di aziende europee strategiche dal punto di vista tecnologico, a seguito di un incremento di tali operazioni da parte di società cinesi. La Commissione ha avanzato in settembre una proposta per un controllo accurato degli investimenti extra-Ue.

Il decreto fiscale contiene anche le norme ‘anti-scorrerie’ che estendono gli obblighi di comunicazione per chi acquisisce società quotate.

“Per migliorare il grado di trasparenza e salvaguardare il corretto funzionamento del mercato, accrescendo il livello di informazione degli stakeholder nelle operazioni di acquisizione societaria, si è esteso il contenuto degli obblighi di comunicazione che gravano sui soggetti che acquisiscono partecipazioni rilevanti in una società quotata, imponendo agli stessi di chiarire le finalità perseguite con l‘operazione”, dice la nota senza elaborare.

Nei mesi scorsi il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, aveva più volte annunciato l‘approvazione di una misura anti-scorrerie secondo cui, una volta superate determinate soglie azionarie in aziende italiane quotate, l‘investitore possa essere obbligato a spiegare i suoi obiettivi.

L‘iniziativa governativa era partita dopo che Vivendi aveva raccolto quasi il 29% di Mediaset.

La soglia minima oltre la quale far scattare gli obblighi di disclosure era stata indicata tra il 5% e il 10%.

In Francia esiste una legge analoga con la soglia minima al 10% del capitale.

(Francesca Piscioneri)

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