11 ottobre 2017 / 12:55 / tra 2 mesi

Legge elettorale, attesa per fiducia, un migliaio in piazza con M5s

ROMA, 11 ottobre (Reuters) - Tra qualche ora l‘aula della Camera voterà le prime due fiducie al governo sulla legge elettorale concordata tra Pd, Forza Italia, Lega Nord e Ap. La terza è attesa per domani.

In segno di protesta, il Movimento 5 Stelle ha convocato una manifestazione di piazza davanti a Montecitorio, alla quale hanno aderito circa 1.000 persone, e ha annunciato che non parteciperà al voto.

Roberta Lombardi, esponente di rilievo dei 5 Stelle ha detto: “Non parteciperemo di certo al voto sul primo articolo per rimanere in piazza”, mentre sui voti successivi i grillini stanno valutando il da farsi.

Anche Mdp e altri partiti di sinistra, che hanno annunciato il voto contrario alla fiducia, protesteranno al Pantheon nel pomeriggio.

Il cosiddetto Rosatellum Bis è un sistema misto, maggioritario al 36% e proporzionale per il resto con soglie di sbarramento e la possibilità di formare coalizioni.

La prima fiducia riguarda l‘articolo 1 della legge, quello relativo al sistema elettorale della Camera. Il testo prevede che 231 seggi vengano assegnati con collegi uninominali maggioritari, 386 col metodo proporzionale in piccoli collegi plurinominali (senza preferenze), uno col collegio uninominale per la Val D‘Aosta e 12 con metodo proporzionale nella circoscrizione estero.

La seconda fiducia riguarderà invece l‘articolo 2, che regola l‘elezione del Senato, dove 103 seggi verranno assegnati in collegi uninominali (il Molise e la Val d‘Aosta avrebbero un unico collegio ognuna), 206 in piccoli collegi plurinominali. Sei senatori verranno eletti col proporzionale nella circoscrizione estero.

La terza fiducia sarà relativa alla delega al governo a disegnare i nuovi collegi entro un mese dall‘approvazione definitiva della nuova legge.

Gli elettori avranno un‘unica scheda per la Camera e un‘altra per il Senato. Scegliendo un partito, si sceglie automaticamente anche il candidato collegato nel collegio uninominale.

Le soglie di sbarramento previste sono diverse: 3% per le liste singole alla Camera (5% al Senato) e 10% per cento per le coalizioni.

Dopo il voto finale, atteso entro venerdì il testo passerà al Senato dove il governo può contare su numeri molto più risicati che alla Camera.

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