7 settembre 2017 / 15:02 / 19 giorni fa

SINTESI-Bce pronta ad aumentare stimolo, verso verdetto su Qe preoccupata da forza euro

MILANO, 7 settembre (Reuters) - Se l‘inflazione della zona euro non riparte anche a causa della forza del cambio la Bce non può che tenere il piede pronto a premere sul pedale dell‘acceleratore con le misure di stimolo all‘economia.

In caso di peggioramento dello scenario o di mancata ripresa dei prezzi -- visto che l‘obiettivo potrebbe essere raggiunto intorno al 2020 -- Francoforte è quindi disposta a potenziare in termini di importo e/o durata il programmadegli acquisti Qe in cui è impegnata ormai da due anni e mezzo.

Al di là della scontata conferma dei tassi e della ‘forward guidance’ il messaggio Bce ai mercati finanziari è forte e chiaro -- una nuova puntata nella saga del ‘whatever it takes’ del luglio 2012.

La comunicazione Bce si colora come sempre delle sfumature più interessanti quando Mario Draghi si rivolge alla stampa, per commentare oggi non soltanto la decisione di politica monetaria ma anche l‘aggiornamento trimestrale delle stime dello staff, corrette al ribasso nel caso dell‘inflazione.

A questo proposito il secondo messaggio: la forza del cambio è fonte di preoccupazione ed è la responsabile della revisione al ribasso delle stime di inflazione, mentre le aspettative di crescita sono state ritoccate all‘insù.

E la dinamica dei prezzi al consumo -- unico mandato Bce quello di garantirne la stabilità nel medio e lungo termine -- è fonte di “generalizzata insoddisfazione” tra i consiglieri Bce.

Stante un costo della vita che resta anemico, compromesso anche dal super-euro, Draghi spiega che Francoforte ha discusso di tutte le possibili opzioni, incaricando i comitati ad hoc di predisporre una gamma di possibili interventi sul Qe.

E’ proprio sul futuro del programma degli acquisti Qe che gli analisti si stanno da tempo esercitando nei distinguo.

Partito al ritmo di 60 miliardi di euro al mese incrementati poi a 80, e riportati quindi a 60, il ‘quantitative easing’ Bce si chiude sulla carta a fine anno. Di qui, soprattutto tenendo conto dei notevoli progressi del quadro macro, il cosiddetto ‘taper tantrum’, neologismo creato nel 2013 in vista del rientro del Qe di Federal Reserve e riadattato oggi in chiave Bce.

Dopo aver annunciato che le decisioni principali sul futuro del Qe arriveranno con la prossima riunione del consiglio il 26 ottobre, Draghi precisa che se per allora non si considererà pronta la Bce può fare slittare il verdetto.

Tutto in sospeso, quindi, e mani libere per la banca centrale.

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