13 luglio 2017 / 11:49 / tra 2 mesi

Italia, Ref migliora stime crescita 2017-2018 ma resta nodo debito

MILANO, 13 luglio (Reuters) - Ref ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del Pil italiano nel 2017 e 2018, grazie al ruolo dell‘export, peggiorando però le stime del debito, che si limiterà a stabilizzarsi quest‘anno e rischia di salire il prossimo, alla luce di una debole dinamica dei prezzi.

Con l‘aggiornamento trimestrale della congiuntura Ref si allinea al recente miglioramento delle prospettive di crescita dell‘Italia messo in conto dai principali previsori istituzionali.

Secondo l‘istituto di ricerca il Pil italiano dovrebbe accelerare a +1,3% quest‘anno da +0,9% registrato nel 2016, mentre la stima indicata dall‘istituto di ricerca tre mesi fa si fermava a +1,1%.

Migliorata anche la previsione di crescita per il 2018, che passa a 1,2% da 1,1%.

“La ripresa, già evidente nei dati di inizio anno, si è rivelata nei primi mesi del 2017 più vivace di quanto avessimo stimato”, si legge in una nota. Quest‘anno “una crescita marginalmente superiore sarebbe anche plausibile, se non fosse che alcune anomalie nei dati d‘inizio anno rendono possibili alcuni contraccolpi negativi nel secondo semestre”.

Il traino sono le esportazioni ma anche alcune componenti della domanda interna mostrano segni di vivacità, con qualche spiraglio dall‘immobiliare.

NODO DEBITO

Il migliore quadro di crescita si riflette solo parzialmente sugli indicatori di finanza pubblica. Il rapporto deficit/Pil, pari a 2,4% nel 2016, dovrebbe scendere a 2,2% mentre in aprile veniva indicato a 2,4%. L‘anno prossimo dovrebbe portarsi il deficit/Pil dovrebbe portarsi a 2,3% mentre la stima fornita in aprile era 2,5%.

“La politica di bilancio annunciata nei programmi ufficiali del governo italiano comporterebbe una drastica discesa del deficit”, ricorda Ref, che però ne incorpora una “decisamente meno ambiziosa”.

Il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan punta a ridurre l‘aggiustamento del saldo strutturale -- al netto del ciclo e delle una tantum -- a 0,3 dallo 0,8% del Pil indicato ad aprile. Il margine di mezzo punto, se accolto dall‘Ue, aprirebbe la strada ad un obiettivo programmatico 2018 in area 1,7% anziché 1,2% del Pil.

Nota dolente resta il debito, che in rapporto al Pil Ref indicava in discesa al 132,2% da 132,6% segnato nel 2016 mentre ora si prevede una semplice stabilizzazione. L‘anno prossimo, inoltre, secondo le ultime previsioni, salirà al 133% da 131,5%.

Questo -- spiega Fedele De Novellis -- economista di Ref, alla luce di un “deflatore che prevediamo un po’ più basso”, con conseguente impatto negativo sulla crescita nominale, che tiene conto dell‘andamento dei prezzi, e costituisce il denominatore nel rapporto con il debito.

Il deflatore del Pil, che riflette le variazioni di prezzo e sommato al Pil reale compone il Pil nominale -- nel 2017 è indicato in calo a 0,7% da 0,8% dell‘anno scorso, mentre per il 2018 viene previsto a 0,9%, contro 1,7% del governo, che per l‘anno prossimo prevede un debito/Pil a 131%.

“La crescita del Pil nominale resterà bassissima quest‘anno nonostante l‘andamento più vivace della crescita reale. La bassa dinamica dei prezzi ostacolerà quindi la discesa del rapporto fra il debito pubblico e il Pil”, si legge nel rapporto.

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