10 luglio 2017 / 14:03 / 2 mesi fa

PUNTO 2-Renzi su deficit trova reazioni fredde da governo e Ue

(Cambia titolo e lead, accorpa pezzi)

BRUXELLES/ROMA, 10 luglio (Reuters) - La proposta di alzare il deficit al 2,9% del Pil, lanciata ieri dal leader del Pd Matteo Renzi, suscita per ora reazioni fredde sia nell‘esecutivo che in Europa.

Sarebbe “fuori dalle regole di bilancio. Non è una decisione che un Paese può prendere da solo, in questa unione monetaria ci si sta insieme”, ha commentato oggi da Bruxelles Jeroen Dijsselbloem, presidente dell‘Eurogruppo.

“Sono sempre aperto a rendere le regole più efficienti, efficaci, ma non possiamo unilateralmente dire che le regole non sono per me quest‘anno e per i prossimi cinque”, ha aggiunto.

L‘ex premier, dalle colonne del Sole 24 ore, ha suggerito di mantenere l‘indebitamento vicino al tetto del 3% per cinque anni, liberando “almeno 30 miliardi di euro per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita”.

E rispondendo a distanza a Dijsselbloem, dai microfoni di Zapping su Radio Uno Rai, Renzi ha poi detto che il ministro olandese nutre pregiudizi contro l‘Italia, dopo la polemica di qualche mese sui paesi del sud che spenderebbero i soldi in “alcol e donne”.

Anche Pier Carlo Padoan, ministro dell‘Economia nel governo targato Pd di Paolo Gentiloni e prima dello stesso Renzi, mostra cautela. “Mi sembra siano temi per la prossima legislatura”, dice incontrando i cronisti al suo arrivo a Bruxelles per la due-giorni di Eurogruppo ed Ecofin.

Nei giorni scorsi Renzi ha anche ribadito che l‘Italia dovrebbe opporre il veto all‘inserimento de Fiscal compact nei Trattati, ma Padoan non ha chiarito quale posizione assumerà l‘esecutivo al tavolo negoziale.

Per il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, proposte sul superamento del Fiscal compact vanno riferite alla “prossima legislatura”, mentre le risorse raccolte aumentando il deficit andrebbero utilizzate soprattutto a sostegno delle imprese.

In serata, dopo le reazioni di giornata, lo stesso segretario del Pd ha precisato che quella sul Fiscal compact sarà una battaglia per il prossimo governo.

“Non è assolutamente legato a questo scorcio di legislatura”, ha detto Renzi a Zapping.

L‘Italia ad aprile ha promesso di ridurre l‘indebitamento netto dal 2,1 atteso quest‘anno all‘1,2% del Pil nel 2018, ma a giugno ha chiesto uno sconto di circa mezzo punto percentuale che corrisponde ad un deficit 2018 in area 1,7/1,8% del Pil.

(Francesco Guarascio e Massimiliano Di Giorgio)

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