5 luglio 2017 / 13:37 / tra 4 mesi

Italia, partecipazioni enti locali valgono 20% loro debito-Mediobanca

MILANO, 5 luglio (Reuters) - Il portafoglio di partecipazioni aziendali degli enti locali italiani vale circa 15,6 miliardi di euro, intorno al 20%, dunque una buona garanzia, rispetto al debito complessivo degli stessi enti locali.

È quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato oggi dall‘Area Studi di Mediobanca, che analizza per il periodo 2011-2015 le 87 principali società (di cui sei quotate: A2a , Acea, Acsm-Agam, Fnm, Hera e Iren) partecipate dai 115 maggiori enti locali italiani (Regioni, province capoluogo di Regione o con più di 500.000 abitanti, Comuni capoluogo di Regione o con più di 100.000 abitanti).

L‘ente più ‘ricco’ risulta il Comune di Milano, con un portafoglio di 2,45 miliardi; seguono i Comuni di Roma (2,08 miliardi), Brescia (1,46 miliardi), Torino (1,35 miliardi) mentre tra le Regioni primeggia la Valle d‘Aosta (932 milioni).

D‘altra parte, a fine 2015 il debito delle società analizzate ammontava a 43,6 miliardi, circa il 50% di tutto il debito degli enti locali.

RICAVI

Nel 2015 le società censite hanno generato ricavi totali per 33,4 miliardi: rispetto al 2011 il calo è del 3,4%, inferiore tuttavia rispetto al -4,1% calcolato da Mediobanca per l‘intero settore industriale italiano. La quota più consistente dei ricavi, il 46,6%, viene coperta dalle utility dell‘energia elettrica e del gas (Eeg), il cui fatturato si è ridotto del 16,4% tra il 2011 e il 2015. L‘incremento maggiore dei ricavi, +18,2%, è delle società di gestione autostradale, che rappresentano tuttavia solo il 2,9% dei ricavi.

UTILI

Tra il 2011 e il 2015 gli utili cumulati sono stati pari a 2,5 miliardi, un dato che tiene conto dei 2,6 miliardi di profitti del comparto Eeg e degli 1,1 miliardi di rosso del Trasporto pubblico locale (Tpl). In particolare Mediobanca calcola che nell‘acro dei sei anni del rapporto, il settore Tpl abbia assorbito risorse pubbliche per 16,8 miliardi.

Gli utili maggiori li ha incassati la Regione Emilia Romagna, 1,1 miliardi circa, di 733 milioni solo da Hera; il rosso più pesante è invece quello della Regione Campania, 483 milioni, su cui pesano 316 milioni di perdite di Eav, attiva nel trasporto pubblico. La Regione Lazio registra perdite per 180 milioni, a fronte dei 765 milioni di rosso generato da Atac (765 milioni).

RETRIBUZIONI

Passando infine a poltrone e retribuzioni, il rapporto calcola che i maggiori enti locali esprimano 1.831 nomine nelle loro partecipate, di cui il 46% in posizioni apicali.

Tra il 2010 e il 2016 (qui i dati sono più recenti) le nomine sono state ridotte del 41% e i compensi medi del 15%: la riduzione, spiega il rapporto, deriva soprattutto dalla sostituzione di organi collegiali con amministratori unici e dal completamento di operazioni di fusione.

Lo studio evidenzia inoltre che i compensi (lordi annui, escluse altre forme di remunerazione aggiuntiva) relativamente più generosi vengono pagati in Puglia e Lazio: qui il compenso del manager di alto livello di una partecipata pubblica ammonta a 2,1 volte il Pil pro-capite regionale; all‘opposto stanno Toscana e Marche, con uno 0,8% il Pil pro-capite regionale. La media nazionale è di 1,2 volte.

(Giulio Piovaccari)

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