4 luglio 2017 / 07:25 / 5 mesi fa

SCHEDA-Npl, cosa fa un servicer, operatività e tassi di recupero

MILANO, 4 luglio (Reuters) - La gestione degli npl passa attraverso i servicer, laddove le banche non abbiano una struttura interna dedicata. Sotto riportiamo l‘iter seguito dai portafogli una volta che il servicer ha ottenuto il mandato per la gestione, dalla banca o dal fondo che ha acquisito i crediti (elaborazione Reuters sulla base delle indicazioni degli operatori di mercato):

LE FASI DELLA GESTIONE

- Il primo passo è attrezzare l‘attività di master servicing, che è presente in caso di cartolarizzazione. Il master servicer controlla e fa un monitoraggio di tutti i servicer, tiene traccia dei cash flow, gestisce il portafoglio. Lo special servicer è il player operativo.

- Assumendo una situazione in cui ci sono master servicer e special servicer, si fa la presa in carico del portafoglio sui sistemi anagrafici. E’ un‘attività che prende qualche settimana; se l‘operazione è complessa, persino qualche mese. Bisogna travasare le informazioni dalla banca al servicer. C‘è la presa in carico di tutti i documenti, spesso cartacei: nella sede del servicer arrivano furgoni di documenti, persino interi camion di pratiche.

- Il passo successivo è il caricamento sui sistemi gestionali: può richiedere anche qualche mese.

- Poi si comunica il cambio di proprietà del credito e il mandato per fare il recupero del credito.

- Analisi delle garanzie: il servicer setaccia il portafoglio per verificare che tutte le posizioni siano allineate alle rappresentazioni fatte dal cedente. Eventualmente segnala all‘investitore le garanzie da esercitare (solitamente una put back con rimborso del prezzo pagato).

- Inizia la fase di lavorazione del portafoglio. L‘investitore scopre se i recuperi effettivi sono gli stessi di quelli proiettati/previsti nel piano di underwriting iniziale.

- La variante è il modello servicer-investitore: il fondo compratore controlla un servicer, al quale affida l‘attività di istruttoria e recupero.

- Nel segmento consumer finance l‘attività è prevalentemente telefonica.

- Se la pratica è secured non si gestisce al telefono: si rinegozia il debito al tavolo; quindi, si segue la procedura esecutiva e la parte immobiliare.

- I servicer hanno un call center per seguire le pratiche di recupero telefonico. E un servizio legale interno per gestire tutti gli atti giudiziari.

- Le pratiche che arrivano ai servicer non sono totalmente ‘pulite’, complete, aggiornate, e necessitano di un‘attività di data enrichment e data remediation. Ogni tanto non c‘è una perizia oppure è molto vecchia e va aggiornata; talvolta non si capisce che garanzie ci siano su un immobile; spesso non si sa in che stato verta il debitore.

- I sistemi informatici utilizzano i risk score per suggerire quali azioni intraprendere: è fondamentale perché utilizzare le persone ha un costo e, per i servicer, è vitale distinguere le pratiche infruttifere dalle battaglie che vale la pena combattere.

- Ogni portafoglio ha una storia diversa. Sul consumer unsecured l‘orizzonte temporale è più breve: si ha un ritorno sul prezzo pagato nell‘arco di due anni e ulteriore cash flow nei restanti cinque anni. Sul secured bisogna azionare le garanzie, ci vuole tempo, ma la timeline è più breve: circa cinque anni. Insomma, il cash flow arriva dopo, ma è più veloce.

TASSI DI RECUPERO

Sono conseguenza della tipologia di crediti.

Il mondo del credito chirografario è particolarmente variegato:

a) retail granulare (crediti fino a 50.000): i recuperi vanno dal 15% al 25% per portafogli su cui non è stata fatta molta attività di recupero, in funzione delle caratteristiche del portafoglio e delle capacità del servicer;

b) piani cambiari derivanti dal retail granulare: il mercato sta prezzando recuperi nell‘ordine del 75-85% del valore facciale delle cambiali, che è una frazione del valore del debito lordo (quale frazione dipende dagli sconti che l‘originator ha concesso al debitore in fase di negoziazione del piano cambiario);

c) retail oltre 50.000 euro: non ha la dignità di un segmento a se stante, perché quello che si vede sul mercato gira di solito in associazione ad altre tipologie (per esempio, nei portafogli corporate o nei portafogli chirografari retail granulari).

TIPOLOGIE DI CREDITI

- Ticket da 250.000-1 milione di euro di crediti chirografari sono linee di credito che le banche danno ad imprenditori o dirigenti. Controparti che magari hanno un conto titoli o altre garanzie, che la banca escute tipicamente a cavallo del passaggio a sofferenza e prima di cedere il portafoglio.

- Corporate: evidenti deviazioni da caso a caso:

a) azienda in procedura concorsuale diversa dal fallimento: spesso e volentieri si tratta di un‘anticamera. Si fanno tentativi di ristrutturazione, che spesso sfociano nel fallimento. Recuperi nell‘ordine del 7%-11%;

b) società in fallimento: recuperi tra il 5% e il 9%. Sembra esserci un ‘effetto taglia’. Molti fallimenti piccoli si chiudono con lo stralcio integrale della posizione chirografaria, con recuperi anche superiori al 50% dell‘esposizione. Sui fallimenti di aziende di taglia superiore il tasso di recupero cala;

c) altre aziende: recuperi tra il 7% e il 15%.

- Npl ipotecari: l‘analisi è guidata dal valore dei cespiti:

a) cespiti residenziali (finiti): salvo che non abbia irregolarità gravi -- che per essere sanate necessitano di grandi investimenti -- sono posizioni sulle quali i prezzi girano tra il 30% e il 60% in funzione dello stadio di gestione raggiunto dal cedente;

b) residenziale non finito (tipicamente crediti verso sviluppatori, che sono falliti): prezzi estremamente bassi o medio bassi, in funzione dello stato di completamento del cespite e dello stato della procedura;

c) immobili di natura commerciale: dipende dal tipo di cespite. Capannoni in province con un tessuto economico vivo hanno un valore; in altre zone, colpite da delocalizzazione del lavoro dei distretti industriali, sono praticamente senza valore;

d) hotel: dipende dalla zona in cui si trovano;

e) logistica e altro: vale il principio che più un immobile ha un uso specialistico, più è difficile riutilizzarlo nel contesto precedente. In caso di discontinuità si deve immaginare un altro business e scontare eventuali costi di conversione immobiliare.

DINAMICA OPERATIVA DOPO L‘ACQUISTO

- L‘obiettivo è portare a casa il capitale investito più un certo rendimento atteso.

- Le caratteristiche peculiari dei crediti npl sono illiquidità e variabilità nei flussi di cassa attesi.

- Pertanto, il cuore dell‘attività dopo l‘acquisizione consiste nel monitorare l‘andamento degli incassi in rapporto alle previsioni del business plan formulato con l‘acquisizione, intervenire con strategie attive per rispettare il business plan o, se possibile, migliorarlo, per esempio comprando in asta con società veicolo in caso di beni poco appetibili o rilevando e ristrutturando le garanzie per renderle più facilmente liquidabili.

- Effettuando rintracci informativi e analisi per orientare la lavorazione verso le posizioni con maggiore probabilità di successo:

* Per quanto riguarda i portafogli poco granulari, in particolare i crediti secured, è molto difficile prevedere esattamente i flussi futuri: il riparto di un fallimento può facilmente slittare di un anno, così come l‘aggiudicazione di un immobile in procedure esecutiva può avvenire prima o dopo quanto preventivato in acquisizione;

* la gestione ha forte componente giudiziale (esecuzioni e fallimenti);

* l‘analisi delle posizioni è tipicamente puntuale.

- Per quanto riguarda i portafogli più granulari, soprattutto unsecured:

* I flussi di recupero sono più stabili e si riesce a prevederne l‘andamento con minore margine di errore;

* la gestione ha forte componente stragiudiziale (phone e home collection);

* l‘analisi delle posizioni è tipicamente di tipo statistico.

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