25 giugno 2017 / 20:40 / 3 mesi fa

PUNTO 1-Banche venete, da Stato 5 mld per Intesa SP, pronti fino a 17 mld

(aggiorna con approvazione Ue, dichiarazione Messina, dettagli)

ROMA, 25 giugno (Reuters) - Il governo spenderà subito oltre 5 miliardi di euro per dare a Intesa Sanpaolo i mezzi per rafforzare il patrimonio e comprare, senza effetti sui suoi ratio patrimoniali, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, separate in good e bad bank, per una operazione che potrà costare allo Stato fino a 17 miliardi.

Lo hanno spiegato in conferenza stampa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell‘economia Pier Carlo Padoan al termine di un consiglio dei ministri, iniziato poco dopo le 16 e durato 19 minuti, che è servito a varare il decreto per avviare la liquidazione ordinata dei due istituti veneti e permettere lunedì mattina la riapertura degli sportelli.

“Le persone che ci criticano ci dicano quali sarebbero state le alternative migliori, io non ne vedo. L’unica alternativa sarebbe stato lo spezzatino, mentre con la decisione di oggi gli sportelli continueranno ad operare”, ha detto Padoan.

“E’ stata una decisione molto importante, molto urgente e necessaria”, ha detto Gentiloni spiegando che il decreto serve a evitare “i rischi evidenti di un fallimento disordinato”.

La Commissione europea ha diffuso in serata una nota in cui approva l‘operazione che include gli aiuti di Stato per favorire l‘uscita ordinata dal mercato delle due banche venete e che consentirà, dice la Ue, di rimuovere dal settore bancario italiano circa 18 miliardi di sofferenze.

L‘AD di Intesa Carlo Messina ha dichiarato in una nota che l‘offerta per rilevare le due banche venete è servita anche a prevenire il rischio di un più serio impatto sul settore e sull‘intera economia italiana.

Le uscite di personale derivanti dall‘integrazione dei due istituti nel gruppo, ha aggiunto, saranno solo su base volontaria.

A partire dal secondo semestre di quest‘anno, Intesa erogherà nuovi prestiti nell‘area fino a 5 miliardi.

Dei poco più di 5 miliardi di spesa immediata, ha spiegato Padoan, il governo mette a disposizioni 4,785 miliardi come anticipo di cassa per le operazioni necessarie per far sì che, a fronte dell’acquisto delle due venete, i ratio patrimoniali dell‘istituto guidato da Messina non vengano intaccati. Di questi fondi fino a 1,285 miliardi serviranno a gestire una parte del personale che resterà nelle banche in liquidazione, ha spiegato una fonte del Tesoro.

Inoltre è previsto che lo Stato destini sempre a Intesa SP oltre 400 milioni a copertura di garanzie attivate per fronteggiare rischi legati al completamento della due diligence sulle sofferenze.

Altri 12 miliardi sono stati calcolati e sono a disposizione, ha detto Padoan, come garanzie.

Si tratta di poco più di 10 miliardu come ammontare massimo delle garanzie su crediti ora ritenuti in bonis, e altri massimi 2 miliardi per eventuali rischi legali.

La fonte del Tesoro ha spiegato anche che a fronte di questo importo di 12 miliardi, l’esposizione per lo Stato (come fair value) è di 400 milioni di euro.

In totale quindi ci sono circa 17 miliardi di risorse accantonate dallo Stato che comunque, ha assicurato il ministro dell‘Economia, non avranno impatti sulla finanza pubblica.

Per l‘importo definitivo, infatti, si farà ricorso ai 20 miliardi stanziati lo scorso dicembre per le ricapitalizzazioni delle banche, incrementati di 300 milioni di euro per l’anno 2018, come si legge nella nota di oggi di Palazzo Chigi. Lo Stato è atteso anche dalla ricapitalizzazione precauzionale di Mps per un importo non inferiore ai 6 miliardi.

Allo Stato resteranno dunque le attività deteriorate delle due banche, dichiarate in dissesto dalla vigilanza di Francoforte e per le quali non è stato possibile utilizzare la risoluzione. Questi crediti deteriorati e gli altri attivi non ceduti a Intesa SP verranno ceduti alla Società per la Gestione di Attività (Sga), di proprietà del Tesoro, e i proventi di questa gestione serviranno ai liquidatori per onorare gli impegni verso i creditori.

Resteranno nelle banche in liquidazione anche le obbligazioni ordinarie delle due banche venete per le quali è previsto il regolare pagamento a scadenza.

La procedura nazionale di liquidazione coatta amministrativa, ha spiegato Padoan, prevede aiuti di Stato compatibili con le norme Ue dopo il burden sharing di azioni e obbligazioni subordinate. Gli investitori retail possessori di bond subordinati saranno rimborsati sino all‘80% dallo Stato, attraverso il Fondo interbancario di tutela dei depositi, mentre per il restante 20% Padoan ha spiegato di far conto sull‘impegno di Intesa che contribuirà a questo scopo, ha detto oggi Messina, con 60 milioni di euro.

Cedute le attività buone a Intesa SP, le due banche in liquidazione avranno una gestione commissariale e, secondo una fonte, Fabrizio Viola, AD di Pop Vicenza e presidente del comitato strategico di Veneto Banca, sarà uno dei tre commissari.

(Stefano Bernabei)

- ha collaborato Gianluca Semeraro

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