21 giugno 2017 / 15:27 / tra 5 mesi

Npl Mps, Fortress ed Elliott si sfilano definitivamente, Atlante 2 prosegue - fonti

MILANO, 21 giugno (Reuters) - Gli operatori di private equity Fortress Investment Group ed Elliott Capital Advisors si sono sfilati definitivamente dalla trattativa riguardante la cartolarizzazione degli npl di Banca Monte dei Paschi di Siena, mentre il fondo Atlante 2 prosegue nel negoziato.

E’ quanto dicono diverse fonti vicine alla situazione.

Lo stop, anticipato il 16 giugno scorso, dunque, diviene definitivo.

Italfondiario, che lavora in coppia con Fortress, aveva interrotto la due diligence venerdì scorso e, secondo quanto dice una delle fonti, non l‘ha più ripresa.

Credito Fondiario (Fonspa) sta proseguendo nella due diligence, dato che è advisor di Quaestio Sgr, la società a cui fa capo Atlante 2, ma Elliott, che avrebbe dovuto partecipare all‘operazione, si è definitivamente ritirato.

Una delle fonti ribadisce che “Atlante 2 va avanti”. I fondi hanno un‘esclusiva sino al prossimo 28 giugno. Dopo aver acquistato i crediti deteriorati di Nuova CariFe per un esborso netto di 65,17 milioni, il fondo guidato da Alessandro Penati ha una dotazione di circa 1,65 miliardi, “sufficiente”, secondo la fonte, per la cartolarizzazione degli npl di Mps.

Diversi esperti del settore manifestano perplessità riguardo alla sufficienza della capienza di Atlante 2. Secondo lo schema di massima, il fondo dovrebbe acquistare le tranche mezzanine e junior, mentre per la senior entrerebbero in campo le Gacs, garanzie pubbliche. Prezzando a una media di 20 centesimi i circa 26 miliardi di npl lordi della banca toscana destinati alla cessione servirebbero 5,2 miliardi.

In teoria, Atlante 2 dovrebbe destinare 450 milioni alla cartolarizzazione degli npl delle banche venete, ma pare che stia prevalendo una soluzione diversa, e altri 350 milioni per le sofferenze di Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini e Cassa di Risparmio di San Miniato, destinate ad essere acquisite dal Credit Agricole.

Stando alla ricostruzione di una delle fonti, il mancato accordo tra fondi e Mps è dovuto al pricing di alcuni perimetri e alla richiesta, da parte di Fortress ed Elliott, di ottenere, come contropartita di prezzi “più generosi”, dei covenant che garantissero un indennizzo in caso i tassi di recupero su alcuni portafogli fossero disallineati rispetto al prezzo pagato.

Peraltro, come sottolinea un advisor che lavora nel settore degli npl, anche la soluzione che passa per Atlante lascerebbe fuori le nuove sofferenze, generate tra l‘avvio della due diligence e oggi, che ammonterebbero a 2 miliardi.

I soggetti citati non hanno voluto commentare o non è stato possibile avere un commento.

(Massimo Gaia)

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