31 maggio 2017 / 08:34 / tra 6 mesi

Possibili altri 10 mld rettifiche da 20 mld cessione sofferenze banche in crisi - Visco

ROMA, 31 maggio (Reuters) - Un quarto degli 81 miliardi di sofferenze nette delle banche italiane fa capo a intermediari in difficoltà che potrebbero dover vendere quei 20 miliardi di crediti a un prezzo così basso da dover fare rettifiche nell‘ordine di 10 miliardi.

Lo scrive il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nelle sue considerazioni finali lette all‘assemblea dei partecipanti.

Visco ricorda che gli altri 60 miliardi di sofferenze nette sono tenute da banche le cui condizioni non impongono di cederle immediatamente. Alla fine del 2016 i crediti deteriorati netti del sistema sono stati pari a 173 miliardi (sui 350 lordi), pari al 9,4% dei prestiti totali, mentre gli 81 miliardi di sofferenze, pari al 4,4% del totale dei prestiti, è coperto da oltre 90 miliardi di garanzie reali e quasi 40 di garanzie personali.

Il ritorno a una congiuntura più favorevole si riflette in una riduzione dei flussi dei nuovi crediti deteriorati, ha detto Visco, che però esorta le banche ad accelerare il calo degli stock attraverso una gestione attiva di queste partite.

L‘ipotesi, tornata a circolare in alcune proposte europee, di una bad bank di sistema per gestire con supporto pubblico la gestione dei deteriorati delle banche, secondo Visco è “potenzialmente utile” se i crediti vengono ceduti a prezzi non lontani dal loro reale valore, se è su base volontaria e se i piani che le banche devono rispettare siano definiti ex-ante.

Piuttosto è utile, dice il governatore, chiarire “se vi è una effettiva determinazione a proseguire su questa strada” altrimenti l‘incertezza rallenta le transazioni in corso e scoragia quelle che potrebbero farsi.

Critico è poi il governatore della Banca d‘Italia sul funzionamento delle nuove regole per gestire le crisi bancarie, che, assieme all‘orientamento più restrittivo della disciplina sugli aiuti di Stato “hanno segnato, come ho più volte osservato, una brusca cesura”. Visco dice che nella congiuntura sfavorevole sono stati sottovalutati i rischi della transizione e che nell‘applicare il nuovo regime per le banche, “occorre evitare di compromettere la stabilità finanziaria”.

Tre le criticità evidenziate dal governatore.

“L‘efficace gestione di una crisi richiede tempi assai rapidi e certi”, mentre oggi i processi decisionali nel nuovo assetto europeo sono “poco compatibili con la rapidità degli interventi” e manca un efficace coordinamento.

Poi queste nuove regole hanno limitato la possibilità di utilizzo preventivo dei fondi a tutela dei depositanti in una fase in cui il trasferimento di attività bancarie è assai difficile, dice Visco.

Infine l‘impiego di fondi pubblici “è ora assoggettato a limiti stringenti” anche dopo il coinvolgimento di azionisti e detentori di passività subordinate.

Visco ha solo menzionato i casi di Monte dei Paschi e delle banche venete, che hanno chiesto la ricapitalizzazione pubblica “strumento previsto dalla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle crisi”, dicendo che “prosegue il confronto tra le autorità italiane ed europee”.

Più in generale Visco ha detto che la crisi ha evidenziato l‘incompletezza della costruzione europea per il settore economico-finanziario.

“La governance europea del settore si è basata finora quasi solo su regole che, nella ricerca esasperata di garanzie reciproche, vincolano le scelte di ciascun paese. Ne è risultata un‘Unione più forte nel proibire che nel fare”.

Il governatore si riferisce alla finanza, dove senza un bilancio comune “è stato difficile garantire sostengo alla ripresa” e alla gestione delle crisi delle banche, dove “la frammentazione dei poteri tra un numero elevato di autorità finisce talvolta per rendere difficile l‘individuazione delle misure da prendere”.

(Stefano Bernabei)

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