5 maggio 2017 / 09:48 / tra 7 mesi

ECONOMICA-Debito fermo spinge Italia verso nuovo test sui mercati

di Luca Trogni

MILANO, 5 maggio (Reuters) - Neppure nel 2017 e nel 2018 l‘Italia rispetterà la regola del debito fissata in sede Ue. In base alle stime indicate dal governo nel Documento di economia e finanza non sarà soddisfatto nè il criterio ‘backward looking’, nè quello ‘forward looking’.

A certificarlo è stato recentemente l‘Ufficio parlamentare di bilancio, l‘Authority in tema di conti pubblici.

L‘occasione irripetibile di ridurre il debito negli anni in cui la Bce compra più Btp rispetto a quanti ne emette il Tesoro al netto delle scadenze (il 2017 è il terzo) sta dunque svanendo.

Il prossimo anno, nelle previsioni degli analisti, sarà quello in cui la Bce comincerà a ridurre gli acquisti di titoli di Stato per poi azzerarli oltre che l’anno delle probabili elezioni politiche italiane.

Per la salute dei Btp sarebbe di grande aiuto arrivare al 2018 con un maggiore controllo del debito e senza una manovra pre-elettorale.

Invece, le cifre fornite dal governo, pur indicando a livello formale un lieve calo, riflettono ancora per un biennio la sostanziale stabilità del debito rispetto al pil.

A fine 2018, a prevederlo è lo stesso governo, tale rapporto sarà ancora superiore al 130% per il quinto anno consecutivo.

La Commissione ha sinora mostrato una discreta dose di benevolenza, soprassedendo al mancato rispetto della regola del debito e limitandosi a chiedere aggiustamenti contenuti come i circa 3,5 miliardi di minor deficit richiesti per il 2017.

Tuttavia il ministro dell‘Economia guarda già a possibili modifiche a livello europeo che permettano di limitare il contenimento del deficit.

In una lettera inviata alla Commissione Ue insieme ai colleghi di Francia, Spagna e Portogallo in vista della valutazione dei bilanci nazionali da parte di Bruxelles, Pier Carlo Padoan chiede di dare priorità alla crescita e di rivedere i modelli economici utilizzati.

“Qualora a livello europeo intervenissero cambiamenti nel braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita in senso più orientato alla crescita e allo sviluppo, ciò potrebbe ridurre le correzioni fiscali richieste all‘Italia per i prossimi anni”, si legge nel Def.

Tradotto in numeri: l‘1,2% di deficit/pil per il 2018 è una percentuale che potrà salire e con esso anche il rapporto debito/pil.

MERCATO E RATING

Sembra sfuggire all‘esecutivo l‘importanza di presentarsi in una posizione di maggiore solidità non solo alla Commissione europea ma anche al mercato che valuta la bontà dei Btp.

I campanelli di allarme sul debito pubblico italiano non mancano già ora, nonostante il sostegno al debito italiano fornito dalla Bce con la sua politica ultra-espansiva.

Dall‘inizio del quantitative easing deciso da Mario Draghi, il differenziale di rendimento dei Btp con i Bund si è allargato di circa un punto percentuale dall‘1% al 2%.

E anche quello nei confronti dei bonos spagnoli, gli altri titoli periferici potenzialmente sotto esame, si è ampliato di mezzo punto percentuale.

Ad aprile l‘agenzia di rating Fitch, nell‘abbassare ulteriormente il suo giudizio sull‘Italia, ha spiegato buona parte della decisione con la persistenza di un livello molto alto del debito e con la conseguente esposizione a potenziali shock avversi.

Oggi pomeriggio Standard & Poor‘s, che già ha un giudizio sull‘Italia appena sopra il livello ‘junk’, potrebbe decidere di accompagnarlo con un outlook negativo e non più stabile.

A febbraio l‘agenzia già lamentava che per l‘Italia il 2017 potrebbe essere un anno di riforme mancate. A oggi, dal governo non sono emersi segnali per smentire questa ipotesi.

Le riforme sono infatti l‘altra faccia della credibilità internazionale dell‘Italia, come dimostrano gli apprezzamenti ricevuti nel 2015, principalmente per il Jobs Act.

Le agenzie di rating non sono state sempre oracoli dei mercati ma vanno tenute comunque in conto, soprattutto da chi, come il Tesoro, deve emettere titoli con frequenza.

I regolamenti dei grandi fondi di investimento, importanti sottoscrittori del debito pubblico, prevedono ad esempio che non si possano acquistare titoli con rating sotto determinati livelli. E un titolo ‘non-investment grade’ non risponde per la gran parte degli investitori ai requisiti previsti.

Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia”

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below