15 febbraio 2017 / 16:54 / 10 mesi fa

Mps, Camera vota fiducia a decreto, via libera definitivo in settimana

ROMA, 15 febbraio (Reuters) - Con 340 voti favorevoli e 126 contrati, la Camera ha votato la fiducia al governo sul decreto che disciplina la ricapitalizzazione precauzionale di banca Mps , senza introdurre modifiche rispetto al testo uscito dal Senato.

Il via libera definitivo è atteso in settimana.

Mps necessita di 8,8 miliardi in base al fabbisogno di capitale calcolato dalla Bce e la conversione forzosa in azioni di obbligazioni subordinate assicura 4,3 miliardi, il cosiddetto ‘burden sharing’.

Il ministero dell‘Economia metterà sul piatto i 4,5 miliardi residui più altri 2 miliardi per indennizzare i risparmiatori titolari di bond.

Il governo ha modificato il decreto durante l‘esame in Parlamento accogliendo alcune richieste dell‘Antitrust europeo.

Il rimborso agli investitori retail ora è ammesso solo se i titoli sono stati acquistati, in emissione o sul mercato secondario, prima che entrassero in vigore le più severe regole europee del bail in, il primo gennaio 2016. Inoltre il corrispettivo non può superare il prezzo d‘acquisto dei bond.

Un‘ulteriore correzione fa sì che lo Stato acquisterà le nuove azioni Mps con uno sconto del 25% e avrà pertanto un‘adeguata remunerazione.

Attraverso due emendamenti è garantita alle banche di credito cooperativo la piena trasformabilità in crediti d‘imposta delle Dta, le imposte differite attive. Viene poi sancito che il pagamento del canone dovuto a fronte delle Dta decorre dal 2016 anziché dal 2015.

Passa ma in versione soft la proposta di pubblicare una lista dei grandi debitori delle banche in crisi. L‘esecutivo dovrà presentare in Parlamento una relazione periodica con i semplici profili di rischio, senza nomi. Per entrare nella categoria il debito deve superare l‘1% del patrimonio netto della banca.

Novità su Banca Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti, le quattro banche finite in risoluzione a fine 2015. Il diritto alla compensazione per le obbligazioni azzerate è esteso al coniuge more uxorio, al convivente e ai parenti fino al secondo grado. Dal tetto massimo di patrimonio (100.000 euro) superato il quale non è ammesso alcun rimborso è escluso il valore dei titoli azzerati.

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