3 novembre 2016 / 16:41 / in un anno

SCHEDA-La legge di Bilancio 2017 a esame Parlamento

ROMA, 3 novembre (Reuters) - La legge di Bilancio, che ha iniziato questa settimana il suo iter in Parlamento, contiene misure complessive pari a circa 27 miliardi con quasi 15 miliardi di coperture.

L‘effetto espansivo sull‘economia è quindi di 12 miliardi, cioè la differenza fra l‘indebitamento tendenziale (1,6% del Pil) e programmatico (2,3%).

In termini strutturali, al netto del ciclo e delle una tantum, il saldo tra entrate e uscite peggiora di 0,4 punti, contro la correzione di 0,6 punti sollecitata dalla Commissione europea.

Bruxelles ha chiesto chiarimenti e, nella lettera di risposta diffusa il 27 ottobre, il governo cita quattro fattori che motivano i minori sforzi di risanamento: una crescita inferiore alle attese, la necessità di sostenere l‘economia in attesa che le riforme strutturali producano effetti e le condizioni eccezionali prodotte dall‘afflusso di migranti e dal terremoto.

La Commissione deve esprimere un‘opinione sulla manovra italiana entro fine novembre.

NIENTE AUMENTI DI IVA E ACCISE NEL 2017

Il governo impegna 15 miliardi e sterilizza per l‘anno prossimo l‘aumento di Iva e accise che sarebbe dovuto scattare a gennaio a garanzia dei saldi.

La cosiddetta clausola di salvaguardia viene però riscritta e nel 2018, senza ulteriori interventi, l‘aliquota Iva salirà dal 22 al 25,9 anziché al 25%. Per evitare la stretta serviranno 19,6 miliardi nel 2018 e 23,3 l‘anno successivo.

OLTRE 2 MLD PER INVESTIMENTI E COMPETITIVITÀ

La manovra finanzia gli investimenti pubblici con oltre 2 miliardi e contiene un pacchetto di misure per stimolare gli investimenti privati in macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto, beni immateriali ed in particolare ricerca e sviluppo.

Nell‘ambito delle iniziative che vanno sotto la definizione di ‘Finanza per la Crescita’, sono confermati i Piani di risparmio individuali (Pir): il governo offre la detassazione dei rendimenti ai risparmiatori che acquistano prodotti pensati per finanziare le piccole e medie imprese (Pmi). È previsto un tetto all‘investimento di 30.000 euro l‘anno e di 150.000 euro in cinque anni, secondo quanto si legge nelle bozze.

È prorogato al 2017 il super ammortamento al 140% sui beni strumentali, che sale al 250% nel caso di investimenti in beni innovativi legati alla cosiddetta Industria 4.0. Le consegne sono possibili anche fino a giugno 2018 se viene fatto un acconto di almeno il 20% entro fine 2017.

L‘Inail potrà sottoscrivere quote di fondi comuni di investimento dedicati alle start up innovative o partecipare direttamente a start up in determinati settori.

GLI INCENTIVI AGLI INTERVENTI ANTISISMICI

I bonus sulle ristrutturazioni edilizie sono confermati ed estesi a condomini ed alberghi.

La detrazione per gli interventi antisismici può arrivare fino all‘85% e la spesa sostenuta dal contribuente sarà fiscalmente ammortizzata in cinque anni.

MENO TASSE A CHI TRASFERISCE RESIDENZA IN ITALIA

La manovra prevede un regime fiscale di favore per i ricchi che trasferiscono la residenza in Italia, pur mantenendo il domicilio all‘estero.

È prevista infatti una tassazione piena del reddito di fonte italiana ed una tassazione sostitutiva di soli 100.000 euro l‘anno (più 25.000 euro a familiare) da applicare ai redditi prodotti all‘estero e da versare in un‘unica soluzione a giugno.

Il nuovo regime, importato dal Regno Unito e noto come ”resident but non domiciled“, cessa di produrre effetti decorsi quindici anni dal primo esercizio dell‘opzione”.

LA DETASSAZIONE DEI PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Alla voce ‘capitale umano’ compare la conferma della detassazione al 10% per i premi di produttività.

Il tetto ai premi di risultato sale da 2.000 a 3.000, che diventano 4.000 euro nel caso di aziende in cui i lavoratori sono pariteticamente coinvolti nei processi organizzativi. Il tetto di reddito sale da 50.000 a 80.000 euro.

PA, RINNOVI CONTRATTUALI E ASSUNZIONI

La manovra destina 1,9 miliardi nel 2017 e 2,63 miliardi nel 2018 al Fondo unico per la pubblica amministrazione, con cui l‘esecutivo finanzia il rinnovo dei contratti, la conferma degli 80 euro per militari e polizia e le nuove assunzioni a tempo indeterminato.

LE MISURE PER LE FAMIGLIE

Il governo riconosce un ‘premio alla nascita’ di 800 euro su tutti i bambini nati o adottati a partire dal prossimo gennaio. Il costo è di 392 milioni l‘anno.

PENSIONI, 7 MLD IN TRE ANNI

L‘intero capitolo previdenziale vale 1,9 miliardi nel 2017 e comprende l‘Ape, l‘incentivo al pensionamento anticipato attraverso il credito bancario.

Prevista anche l‘ottava salvaguardia per altri 27.700 esodati, coloro che sono rimasti senza lavoro né pensione dopo la riforma previdenziale di fine 2011. Il costo è di 775 milioni nei primi tre anni.

GOVERNO AIUTA BANCHE A GESTIRE ESUBERI

Nelle bozze della manovra sono previsti 537 milioni in tre anni per accompagnare alla pensione fino a 25.000 esuberi bancari.

Le risorse ammontano a 174 milioni nel 2017, 224 milioni nel 2018, 139 nel 2019, 87 milioni nel 2020 e 24 milioni di euro per l‘anno 2021.

La manovra allunga anche a fine 2019, dal 2017 attualmente previsto, l‘estensione dello scivolo del Fondo esuberi da 5 a 7 anni.

Il Fondo di solidarietà, con cui le banche gestiscono gli esuberi, ha anche la facoltà di pagare il riscatto e il ricongiungimento di periodi contributivi non coperti, come la laurea.

L‘IRI AL 24% COME L‘IRES

Arriva l‘Iri, l‘imposta sul reddito dell‘imprenditore, per artigiani, commercianti e imprenditori individuali.

La nuova tassa è allineata all‘Ires, la cui aliquota scenderà da gennaio al 24 dal 27,5%.

LE COPERTURE. I TAGLI ALLA SPESA

I risparmi di spesa ammontano a poco più di 3 miliardi. Il contributo dei ministeri è di 728 milioni e la parte del leone la fa il ministero dell‘Economia con 489 milioni.

Altri 4,26 miliardi assumono la forma di tagli al Fondo per interventi strutturali di politica economica (Fispe), ma in realtà sono le maggiori entrate attese dal decreto fiscale collegato alla manovra.

LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE

Il decreto contiene la riforma del sistema di accertamento e riscossione. L‘annunciata chiusura di Equitalia è affiancata da una nuova sanatoria sulle cartelle esattoriali emesse tra 2000 e 2015.

Aderendo alla procedura il contribuente può pagare solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, di interessi legali e di remunerazione del servizio di riscossione. Non sono dovute dunque le sanzioni e gli interessi di mora.

Il gettito è 2,7 miliardi in 3 anni, di cui 2 nel 2017.

LA VOLUNTARY DISCLOSURE

Il decreto riapre i termini della procedura di collaborazione volontaria, con la quale è possibile far emergere i capitali nascosti al fisco sia in Italia sia all‘estero, che dovrebbe garantire 1,6 miliardi. Gli evasori potranno aderire dal 24 ottobre 2016 al 31 luglio 2017.

Nel caso le entrate si rivelino inferiori alle attese scatteranno tagli di spesa.

LE MISURE CONTRO L‘EVASIONE

Accanto alle sanatorie, attraverso il decreto fiscale il governo promette un nuovo giro di vite sull‘evasione fiscale, soprattutto Iva.

L‘Agenzia delle entrate potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell‘Inps, per l‘attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.

I soggetti tenuti al pagamento dell‘Iva dovranno comunicare ogni tre mesi i dati analitici delle fatture emesse e ricevute, pena nuove specifiche sanzioni.

L‘intero pacchetto assicura secondo il governo oltre 2 miliardi.

DA PROROGA FREQUENZE 2,010 MLD

Il governo offre agli operatori di telefonia mobile la possibilità di prolungare i titoli concessori delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz, in scadenza il 30 giugno 2018, fino al 31 dicembre 2029.

Come contropartita è previsto il pagamento anticipato ed in un‘unica soluzione dei contributi per i diritti d‘uso.

I diritti per i quali il governo non riceve domande di proroga saranno messi a gara e assegnati entro il 31 ottobre 2017.

ACE MENO CONVENIENTE

Il governo riduce la convenienza dell‘Aiuto alla crescita economica, l‘incentivo pensato per favorire gli incrementi di capitale.

Il tasso di rendimento ‘nozionale’ su cui si basa l‘agevolazione scende nel 2017 al 2,3% dal 4,75% previsto nel 2016. La “Super Ace”, pensata specificamente per stimolare l‘approdo in Borsa, viene abrogata. Il gettito atteso è di 1,2 miliardi.

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