11 gennaio 2016 / 15:17 / 2 anni fa

PUNTO 1-Italia, debito Target2 a dicembre segna max da quasi 3 anni

(Riscrive con dettagli e contesto)

MILANO, 11 gennaio (Reuters) - E’ salito ai massimi da quasi tre anni il debito Target2 dell‘Italia, che registra la passività del Paese sul sistema di pagamento europeo.

Secondo i dati contenuti dall‘aggregato di bilancio della Banca d‘Italia, il saldo negativo si è allargato a dicembre a circa 249 miliardi contro 230 miliardi registrati a novembre.

Si tratta del livello più alto da febbraio 2013, quando il passivo si attestava a 256,397 miliardi di euro. La posizione debitoria si avvicina così al picco di 289 miliardi raggiunto nell‘agosto 2012, nella fase più intensa della crisi della zona euro.

Il peggioramento del saldo italiano riscontrato nell‘ultimo anno ha alimentato i timori di alcuni analisti stranieri, che hanno attribuito il fenomeno ad una disaffezione degli investitori esteri nei confronti dell‘Italia.

Tesoro e Banca d‘Italia hanno sempre smentito questa interpretazione, imputando l‘allargamento a una serie di concause, legate a fattori tecnici e alla politica monetaria della Banca centrale europea.

In attesa dello spaccato del dato odierno, che si potrà esaminare fra due mesi con la pubblicazione dei numeri della bilancia dei pagamenti, va ricordato come a dicembre, così come ad agosto, influisca sempre in maniera negativa la cancellazione delle aste di metà mese del Tesoro italiano che peraltro a partire da giugno sta operando rimborsi netti di titoli.

Sulla tendenza all‘allargamento del saldo osservata di recente influisce inoltre il programma di acquisto di Btp operato da Banca d‘Italia nell‘ambito dello schema QE varato dalla Banca centrale europea.

Per effetto di queste operazioni, ha sottolineato Banca d‘Italia nell‘ultimo bollettino economico di ottobre, le banche italiane hanno ridotto la raccolta interbancaria sull‘estero.

Gli investitori italiani poi tendono a reinvestire in attività estere, all‘intero della zona euro, la liquidità ottenuta dalla vendita di titoli nazionali pubblici e privati acquistati dalle banche centrali tramite il quantitative easing, in quello che via Nazionale definisce “un ribilanciamento dei portafogli” che coinvolge anche le famiglie tramite il risparmio gestito.

Altro elemento che ha determinato un aumento del deficit è stata la partecipazione degli istituti di credito italiani alle operazioni di finanziamento a medio lungo termine della Banca centrale europea, cosiddette Tltro. Dopo la massiccia adesione delle prime edizioni, tuttavia, le banche italiane hanno via ridotto le richieste. Secondo quanto risulta a Reuters, le principali hanno raccolto meno di un miliardo all‘operazione dell‘11 dicembre scorso.

(Elvira Pollina)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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