23 novembre 2015 / 13:01 / 2 anni fa

PUNTO 1-Governo avvia cessione 40% Ferrovie, rete resta pubblica

* Renzi firma il decreto, parte iter in Parlamento

* Ferrovie produrrà ottimi risultati nel 2015, dice Delrio

* Poste sotto prezzo collocamento ad un mese dall‘Ipo (Aggiunge dichiarazioni Delrio e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 23 novembre (Reuters) - Dopo Poste italiane il governo avvia la cessione fino al 40% di Ferrovie dello Stato (FS), assicurando che la proprietà della rete resterà in mano pubblica.

I proventi dell‘operazione, in programma nel 2016, serviranno a ridurre il secondo più alto debito pubblico dell‘Eurozona dopo quello della Grecia.

A disciplinare il collocamento sul mercato è un decreto della presidenza del consiglio (Dpcm), esaminato stamani dal governo, che il premier Matteo Renzi ha firmato e inviato alle Camere.

Come per Poste, l‘obiettivo dell‘esecutivo è aprire il capitale di FS “all‘azionariato diffuso, ad investitori istituzionali e ai dipendenti” del gruppo, ha spiegato il titolare delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Resta da capire come sarà garantito il controllo della rete. “Se si quoterà solo Trenitalia o Trenitalia più una quota di Rete ferroviaria italiana scorporata, tutto questo lavoro verrà fatto nelle prossime settimane”, ha detto il ministro. In ogni caso “dovrà essere garantito l‘accesso alla rete a tutti gli operatori”.

Il collocamento di FS è un altro passaggio del percorso che punta a rendere più efficienti e competitive le società a controllo pubblico.

“FS produrrà anche quest‘anno ottimi risultati tra ricavi e utili”, ha detto Delrio.

Il 27 ottobre il ministero dell‘Economia ha completato la cessione del 38,2% di Poste per 3,4 miliardi, la più grande privatizzazione da oltre dieci anni. A quasi un mese dal debutto in Borsa, il titolo è poco sotto il prezzo di collocamento a 6,75 euro, dopo punte al ribasso del 5% circa nella prima settimana di negoziazione.

Fincantieri, controllata dal Tesoro attraverso Cdp, ha quasi dimezzato la propria capitalizzazione da quando è sbarcata a Piazza Affari, il 3 luglio 2014.

Il Tesoro ha raccolto con le privatizzazioni ed altre operazioni finanziarie 6,5-7 miliardi nel 2015. L‘obiettivo del 2016 è mezzo punto di Pil, circa 8 miliardi.

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